Medici, dentisti, veterinari e farmacisti fuggono dall’Italia

camici17 lug – Camici bianchi in fuga all’estero. Negli ultimi anni sempre più medici, dentisti, veterinari e farmacisti hanno chiesto al ministero della Salute i documenti indispensabili (attestato di conformità Ue) per poter lavorare all’estero, all’interno della Comunità europea. Soprattutto: Germania, Gran Bretagna e Danimarca. Dal 2009 al 2012 si è infatti registrato un aumento di queste richieste pari al 40%. E’ quanto emerge dai dati del ministero della Salute, elaborati dall’Adnkronos Salute. Nel complesso, negli ultimi quattro anni sono arrivate al ministero di Lungotevere Ripa circa 5.000 richieste di questo tipo. Incertezze sul futuro e insoddisfazione sul lavoro le principali cause che spingono i medici, dentisti e, un po’ a sorpresa, anche i farmacisti italiani a varcare il confine.

Se nel 2009 a chiedere i documenti per esercitare la professione all’estero sono stati 1.017 professionisti, alla fine di quest’anno le richieste per un ‘lasciapassare’ dovrebbero toccare la soglia di 1.600. Insomma, i giovani camici bianchi italiani, sempre di più, si organizzano per cercare fortuna lontano da casa. Questo il dettaglio dell’analisi: nel 2009 sono stati aperti 1.017 fascicoli relativi a professionisti (medici, odontoiatri, veterinari e farmacisti) che hanno chiesto i certificati per la libera circolazione nei Paesi Europei; nel 2010 le richieste sono state 1.151. E ancora: 1.201 nel 2011 e 1.413 nel 2012. Insomma, nei quattro anni analizzati le richieste di migrazione sono state in totale 4.782. E il trend non accenna ad invertire la rotta. Le stime effettuate dagli esperti del ministero della Salute per il 2013 fanno ipotizzare l’apertura di circa 1.600 fascicoli al 31 dicembre di quest’anno.

“L’incertezza sul futuro lavorativo dei giovani medici italiani e l’insoddisfazione per il presente costituiscono la miscela che porta ad una fuga all’estero, dove di solito questi colleghi trovano un contesto capace di accettare le loro competenze. Questo fenomeno – aggiunge Troise – dovrebbe far preoccupare le istituzioni. Mi sembra invece che non sia affrontato da nessuno. Se noi oggi alimentiamo questa fuga di camici bianchi, domani – conclude il segretario nazionale dell’Anaao Assomed – saremo costretti a cercare medici altrove”.

I dati emersi non sorprendono più di tanto il presidente nazionale di Federfarma, Annarosa Racca: “E’ il risultato della crisi che ha colpito il settore e che spinge anche i giovani farmacisti ha guardare oltre confine”. Il numero uno di Federfarma si appella quindi al ministro Lorenzin. “Speriamo veramente che riesca a dare certezza e stabilità al settore, così da proteggere anche i nostri neolaureati. Confidiamo molto nel nuovo ministro. Insieme dobbiamo risollevare il ruolo della farmacia in Italia”.

Nessuna sorpresa anche per il segretario culturale dell’Andi, l’Associazione nazionale dentisti italiani, Carlo Ghirlanda: “Siamo al corrente di questo fenomeno. Ormai in Italia per un giovane neolaureato in Odontoiatria è diventato molto difficile trovare spazi di lavoro. Oggi – aggiunge il segretario culturale Andi – aprire uno studio privato è molto costoso, a fronte di entrate in continuo calo: negli ultimi anni -30%. Senza contare poi la pressione fiscale altissima che – conclude Ghirlanda – ha portato questa professione in uno stato di sofferenza”.



   

 

 

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