L’Arabia saudita espellera’ gli stranieri che offendono il Ramadan

ramadan9 lug – L’Arabia Saudita ha minacciato di espellere gli stranieri non musulmani sorpresi a mangiare, bere o fumare in pubblico durante il Ramadan, il mese islamico del digiuno. “I non musulmani presenti nel regno non devono mangiare o bere in pubblico per rispetto della sacralita’ del Ramadan e dei sentimenti dei musulmani”, si legge in una nota del ministero dell’Interno pubblicata dall’agenzia Spa.

Gli stranieri che saranno sorpresi a violare il divieto “subiranno misure deterrenti che comprendono la rescissione dei loro contratti di lavoro e l’espulsione dal regno”. “Le compagnie sono tenute a informare i loro dipendenti” del provvedimento, si legge ancora nella nota. L’Arabia Saudita, il regno wahabita che custodisce la Mecca e altri luoghi santi dell’Islam, ospita otto milioni di stranieri, per lo piu’ lavoratori asiatici.

Durante il Ramadan, il mese della rivelazione del Corano a Maometto che per gran parte dei musulmani inizia domani, e’ richiesto dall’alba al tramonto di digiunare e astenersi dal fumo e dai rapporti sessuali.



   

 

 

4 Commenti per “L’Arabia saudita espellera’ gli stranieri che offendono il Ramadan”

  1. Giuseppe Rubini

    Bisognerebbe di converso espellere con urgenza irreversibile tutti i musulmani che fanno proselitismo contro la cristianità dai paesi occidentali ed europei…come fanno gli Australiani…senza tante crisi di coscienza….ed abbandonare questo lesivo e degradante buonismo…verso questi esseri

  2. Beh io non sono musulmana, perchè dovrei rispettare le loro regole? Perchè loro quando sono in una terra che non è loro, non RISPETTANO LE NOSTRE TRADIZIONI? LE NS. LEGGI? Per me potete anche restare una cerchia, nel vs. mondo fatto di puro maschilismo, dove non ci sono leggi, regole e amore verso il prossimo. Sapete predicare bene e razzolare male!!!

  3. La ministra congolese risponda a queste note dell’arabia e poi parli come si deve al popolo italiano. Se poi non le va può sempre tornarsene nel Congo.

  4. SONO IN ITALIA ED IN CASA MIA FACCIO CIO’ CHE VOGLIO,PER CUI SE A LORO NON STA BENE MI FANNO UN BEL FAVORE SE SE NE VANNO AFFANCULO NEI LORO PAESI.

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