Egitto: il giorno dell’ira islamica, almeno 25 morti

egitto f4cfc35d6795fb788433416360292ac7IL CAIRO, 6 Luglio 2013 – Ricompare la guida della fratellanza, arrestato il n.2 dei fratelli musulmani. Coprifuoco nel Sinai.

Gli islamisti hanno fatto appello nella notte a mantenere la mobilitazione in Egitto, dove ieri le violenze hanno fatto almeno 25 morti. “Il partito resterà al fianco dei suoi membri e dei suoi simpatizzanti sulle piazze egiziane fin quando il presidente non sarà riabilitato alle sue funzioni”, afferma un comunicato del Partito libertà e giustizia, la forza politica di Mohamed Morsi e legata i Fratelli musulmani.

IL CAIRO – Dopo la destituzione del primo presidente dei fratelli musulmani in Egitto, e’ arrivato il venerdi’ dell’ira islamica. Con un bilancio di violenze, almeno 25 morti e centinaia di feriti in tutto il Paese, dove decine di migliaia hanno risposto all’appello della Fratellanza a scendere in piazza per difendere la legittimita’ del presidente eletto e con un un vero colpo di teatro sul palco della manifestazione davanti alla moschea di Rabaa el Adaweya e’ comparsa la guida spirituale della fratellanza che i servizi di sicurezza egiziane avevano annunciato ieri di avere arrestato. A notte fonda l’agenzia Mena ha pero’ dato la notizia dell’arresto per ”incitazione alla violenza” del numero due della Fratellanza, Khairat El-Shater, che si candido’ alle presidenziali 2012 ma fu respinto dalla Commissione elettorale per i suoi precedenti e sostituito come candidato dei Fratelli Musulmani da Morsi.

La giornata e’ stata subito segnata alle temute violenze in tutto il paese. Il bollettino delle vittime dava 17 morti e oltre 400 feriti in scontri in tutto l’Egitto fra pro e anti morsi, poi aggiornato a 25 quando si e’ saputo di almeno 12 morti e 200 feriti negli scontri notturni fra opposte piazze nella sola Alessandria. La giornata si e’ chiusa con violenze nei pressi di piazza Tahrir e della televisione di Stato quando manifestanti pro morsi si sono avvicinati al sit in degli oppositori del deposto presidente. Due le vittime a Tahrir e una alla tv, prima che scendessero in campo i blindati dell’ esercito. Nel Sinai un militare e quattro agenti di polizia hanno perso la vita in agguati che hanno indotto la presidenza a imporre il coprifuoco a nord, mentre a El-Arish, nel nord del Sinai, manifestanti hanno cacciato le forze di sicurezza da un edificio governativo issando la loro bandiera.

Violenti scontri si sono registrati anche ad Alessandria fin dalla mattina, con colpi di arma da fuoco fra gli oppositori e i sostenitori di Morsi, costringendo l’esercito a interporsi con blindati, ma le violenze sono continuate in serata.

Giornata di dispiegamento senza precedenti delle forze di sicurezza al Cairo. Blindati dell’esercito hanno cominciato a sfilare questa mattina in tutta la citta’ anche in quartiere come il residenziale Zamalek dove anche durante la rivoluzione la presenza delle forze armate era ridotta. Un corrispondente della Cnn, Ben Wedeman ha denunciato che la polizia gli ha sequestrato la telecamera insieme a quelle di altri operatori.

Al Cairo scontri si sono registrati dalla mattinata nei pressi dell’universita’ del cairo e davanti alla sede della guardia repubblicana, dove i pro morsi erano convinti fosse trattenuto il presidente destituito agli arresti. Voci e smentite si sono susseguiti sul numero di vittime davanti alla sede della guardia repubblicana in un sostanziale black out televisivo delle immagini degli scontri. Secondo media internazionali l’esercito ha aperto il fuoco sui manifestanti pro Morsi uccidendo tre persone. Un portavoce militare ha smentito che le forze armate abbiano sparato sui manifestanti sostenendo che hanno usato colpi a salve e lacrimogeni.

Successivamente una fonte della sicurezza ha smentito che ci siano state vittime nel tentativo di assalto della sede della guardia repubblicana. Il presidente ad interim, Adly Mansour ha emesso il suo primo decreto presidenziale per sciogliere la camera alta del parlamento, con poteri legislativi dopo lo scioglimento della camera bassa, e per licenziare il capo dell’intelligence. Un annuncio giunto solo qualche minuto prima della comparsa di Badie sul palco della manifestazione. Accolto come una star Badie ha detto alla sua piazza che il ”golpe militare e’ nullo” ed ha fatto appello al sacrificio della propria vita per riavere Morsi alla presidenza. ”Dopo il suo ritorno negozieremo su tutto”, ha detto badie, guardando in alto verso gli elicotteri militari che hanno continuato a volteggiare sopra la piazza gremita di sostenitori di Morsi per dire: ”Grande esercito torna agli egiziani, noi resteremo in piazza fino al ritorno del rais”. In serata il fronte degli islamici ha incassato un primo significativo successo. La procura ha ordinato il rilascio di Saad el Katatni, capo del partito della Fratellanza, e di Rashad el Bayoumi, altro importante esponente della Confraternita. Poi, in piena notte, l’arresto di El-Shater.

In serata il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha lanciato un appello alle parti perche’ ”lavorino insieme” e si evitino vendette.

 

di Danila Clegg



   

 

 

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