F35, Consiglio di Difesa avverte: il Parlamento non ha diritto di veto

f353 lug. – Nel “rapporto fiduciario” tra Parlamento e forze armate, “che non puo’ che essere fondato sul riconoscimento dei rispettivi distinti ruoli”, la “facolta’ del Parlamento” di “eventuale sindacato delle Commissioni Difesa sui programmi di ammodernamento delle Forze Armate, non puo’ tradursi in un diritto di veto su decisioni operative e provvedimenti tecnici che, per loro natura, rientrano tra le responsabilita’ costituzionali dell’Esecutivo”. Lo si legge nel comunicato finale della riunione del Consiglio Supremo di Difesa che si e’ tenuto oggi al Quirinale.

Nel comunicato del Colle non si fa riferimento alla spinosa questione dell’acquisto degli F35, ma e’ evidente che il richiamo e’ proprio sulla vicenda che sta dividendo le forze politiche, maggioranza compresa. Il 26 giugno scorso, infatti, e’ stata approvata una mozione che chiede, in particolare, di “non procedere a nessuna fase di ulteriore acquisizione senza che il Parlamento si sia espresso nel merito”.
Nella nota di oggi del Quirinale, si legge inoltre che “il Consiglio, nel riaffermare il ruolo insostituibile delle Forze Armate, ha esaminato i principali scenari di crisi e l’andamento delle missioni internazionali, anche in vista del decreto autorizzativo per il quarto trimestre, che sara’ in linea con gli impegni assunti nella prima parte dell’anno, confermando una sensibile riduzione di presenze e di oneri rispetto al passato”, prosegue.
“Con riferimento al processo di riforma dello strumento militare, si e’ rilevato come l’attuazione della Legge 244/2012 debba riflettere indirizzi strategici e linee di sviluppo delle capacita’ e delle strutture coerenti con le sfide, i rischi e le minacce che il contesto globale in rapida trasformazione prospetta per il nostro Paese e per la Comunita’ Internazionale. In tale quadro, la progressiva integrazione europea, in coordinamento con l’evoluzione della NATO, e la realizzazione di capacita’ congiunte costituiscono presupposti fondamentali per l’approntamento di forze in grado di far fronte efficacemente alle esigenze di sicurezza e di salvaguardia della pace. Questa e’ la prospettiva da perseguire, anche in considerazione della limitatezza delle risorse disponibili e dell’entita’, da un lato, degli investimenti da effettuare per la sicurezza e la difesa e della gravita’, dall’altro, delle esigenze di rilancio della crescita e dell’occupazione”, aggiunge il comunicato.

“A parere del Consiglio Supremo, tale visione e’ conforme allo spirito ed al disposto della legge 244, anche per quanto attiene alle necessita’ conoscitive e di eventuale sindacato delle Commissioni Difesa sui programmi di ammodernamento delle Forze Armate, fermo restando che, nel quadro di un rapporto fiduciario che non puo’ che essere fondato sul riconoscimento dei rispettivi distinti ruoli, tale facolta’ del Parlamento non puo’ tradursi in un diritto di veto su decisioni operative e provvedimenti tecnici che, per loro natura, rientrano tra le responsabilita’ costituzionali dell’Esecutivo”, si precisa allora.

Inoltre “in vista del Consiglio Europeo del prossimo mese di dicembre, si e’ convenuto che il Governo, che nell’occasione intende promuovere una concreta iniziativa di sviluppo di capacita’ europee congiunte, puntualizzi, in coordinamento con le Commissioni Difesa, la prospettiva sopra indicata. In tale quadro potranno essere collocate, con adeguate motivazioni, le diverse capacita’ militari esistenti e da realizzare nonche’ le relative strutture organizzative, evidenziandone le linee di attuazione congiunta in ambito multinazionale.
Il Consiglio ha ritenuto che tale disegno possa riflettersi in un “Libro Bianco della Difesa” da elaborare, in tempi contenuti, una volta approvati i decreti delegati”.
Alla riunione del Consiglio Supremo di Difesa, hanno partecipato – oltre al Presidente della Repubblica – il Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta; il Ministro degli Affari Esteri, Emma Bonino; il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano; il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni; il Ministro della Difesa, Mario Mauro; il Ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato; il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Amm. Luigi Binelli Mantelli. Hanno altresi’ presenziato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Filippo Patroni Griffi; il Segretario generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra; il Segretario del Consiglio Supremo di Difesa, Gen. Rolando Mosca Moschini”, si legge nel comunicato diramato al termine della riunione. (AGI) .



   

 

 

1 Commento per “F35, Consiglio di Difesa avverte: il Parlamento non ha diritto di veto”

  1. Sollo F35? 🙂 si legge anche di altro

    ..mancano, i,cannoni semoventi da 155mm..pur avendone già uno stock di settanta.

    Poi i super-jet–> (750 milioni di euro l’uno) ” Gulfstream”

    Poi 2 sommergibili da 2 miliardi di euro.. (tedeschi)

    E infine.. 16 elicotteri CH-47F Chinook, con opzione per ulteriori 4 esemplari… un’altro miliardo di euro..

    Comunque anche in Grecia, con 700’000 bambini denutriti si son decisi a prendere 400 carri armati M1A1 Abrams..
    Senza dimenticare che nel 2010 .. sempre dalla Germania altri 223 carri armati e un sommergibile 😉

    PACE E AMORE!!

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