Datagate: gli Usa spiavano anche l’Italia. Ue esige spiegazioni

DATAGATE 602-408-20130701_081917_637EA5D1Guardian: cimici all’ambasciata italiana, 38 obiettivi europei controllati. Snowden resta bloccato a Mosca.

Roma, 1 lug. (TMNews) – C’è anche l’Italia tra i 38 “obiettivi” sensibili dell’Unione europea spiati dall’Agenzia nazionale di sicurezza (Nsa) americana. Secondo le utlime clamorose rivelazioni del Guardian, che cita documenti fatti filtrare dall’ex collaboratore degli 007 Edward Snowden, gli agenti Usa sono riusciti a piazzare delle cimici persino all’ambasciata italiana a Washington. E nel mirino ci sarebbero state, tra gli altri, anche Germania, Francia e Grecia, secondo quanto spiegato dal quotidiano britannico, confermando le indiscrezioni trapelate ore prima dal tedesco Spiegel. Intanto Snowden resta bloccato nell’area transiti dell’aeroporto di Mosca.

L’Unione europea ha protesta vivamente con Washington ed ha preteso un chiarimento in tempi brevi, minacciando di interrompere il negoziato per l’accordo di libero scambio transatlantico. Il Servizio diplomatico europeo ha “preso contatto con le autorità statunitensi a Washington e a Bruxelles per avere chiarimenti urgenti sulla veridicità dei fatti”, ha confermato l’Alto rappresentante Ue per la Politica Estera, Catherine Ashton. “Essendo la materia motivo di preoccupazione, non faremo ulteriori commenti in questa fase, finché non ci sarà maggiore chiarezza sull’argomento”, ha aggiunto.

E se la Germania è “il Paese più spiato” dagli Usa, con 500 milioni di connessioni telefoniche e internet registrate mensilmente, gli Stati Uniti hanno piazzato cimici anche in ambasciate e sedi diplomatiche a Washington e a New York, comprese le missioni alle Nazioni Unite. Il Guardian – nella versione on line aggiornata ieri in tarda serata – cita 38 di queste, descrivendole come “target da attaccare” e da tenere sotto controllo. Molto vasta la gamma di metodi di spionaggio utilizzata, comprese le cimici e le infiltrazioni nella rete informatica che consentivano di leggere posta elettronica e documenti interni riservati.

E così, secondo il quotidiano britannico, le operazioni condotte contro l’ambasciata italiana a Washington erano state classificate come “Bruneau” oppure “Hemlock”, mentre quelle contro i francesi erano state nominate “Blackfoot” all’Onu e “Wabash” a Washington. Nel mirino della Nsa erano finite, inoltre, anche le missioni diplomatiche di altri paesi come Giappone, India, Messico, Turchia e Corea del Sud.

Intanto l’ex collaboratore della Cia Edward Snowden “come in precedenza, resta oggi nella zona di transito” dell’aeroporto moscovita di Sheremetevo “e vi resterà sino a quando il suo status non sarà precisato dal punto di vista legale, ovvero finchè non avrà in mano un documento valido”. Lo riferiscono oggi fonti aeroportuali russe, confermando la situazione di stallo di Snowden, che è stato anche “scaricato” dall’Ecuador, il Paese che sembrava pronto a concedergli lo status di rifugiato.

Dopo una telefonata del vicepresidente Usa Joe Biden al presidente Rafael Correa, infatti, quest’ultimo ha in pratica detto che è impossibile al momento concedere asilo a Snowden, poichè i documenti necessari possono essere compilati solo in territorio ecuadoregno e il giovane ex consulente della Nsa non può entrare in Russia – poichè non ha un visto – e recarsi all’ambasciata dell’Ecuador.



   

 

 

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