Ilva: si fermano l’altoforno 2 e l’acciaieria 1

30 giu. – L’Ilva fermera’ da domani l’altoforno 2 per la crisi del mercato siderurgico. Stanotte l’ultima carica di materiali per consentire poi l’ultima colata di ghisa, dopodiche’ l’impianto restera’ inattivo per circa tre mesi, periodo nel quale, utilizzando la fermata, saranno effettuati, in anticipo sul programma dell’Autorizzazione integrata ambientale, i lavori di ammodernamento che riguarderanno fra l’altro il sistema di raffreddamento e la parte alta dell’altoforno.

La fermata dell’altoforno 2, insieme con quella dell’acciaieria 1, era gia’ stata annunciata a meta’ giugno. Nei giorni scorsi sono state eseguite tutte le operazioni preliminari allo stop dell’altoforno 2, la cui produzione a regime e’ di circa 5.000 tonnellate di ghisa al giorno. Col blocco, l’Ilva di Taranto marcera’ solo con due altiforni, essendo l’1 gia’ stato fermato l’8 dicembre scorso mentre il 3 e’ inattivo da molto tempo. Restano quindi in funzione gli altiforni 4 e 5. Quest’ultimo si fermera’ agli inizi dell’estate del prossimo anno.

L’Ilva fermera’ nei prossimi giorni anche l’acciaieria 1 che gia’ da domani stesso si predisporra’ al blocco, con un assetto di marcia piu’ ridotto. Rispetto ai tre mesi previsti per l’altoforno 2, lo stop dell’acciaieria 1 sara’ piu’ contenuto e in questo periodo lo stabilimento siderurgico andra’ avanti con una sola acciaieria, la 2. Per l’altoforno 2, spiegano i tecnici dell’Ilva, la fermata sara’ meno complessa di quella dei primi di dicembre per l’altoforno 1, anch’esso soggetto ai lavori di rifacimento prescritti dall’Aia. Domani, infatti, non ci sara’ quella che i tecnici chiamano la colata della “salamandra”, ovvero di quella parte di ghisa che col tempo si deposita nella parte bassa dell’altoforno e non viene mai fatta fuoriuscire, dato che i lavori sul 2 saranno meno impegnativi e richiederanno meno tempo essendo stato quest’impianto gia’ oggetto di migliorie.

L’ulteriore intervento sull’altoforno 2 e’ stato ordinato dall’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dal ministero all’Ilva lo scorso 26 ottobre ma non era previsto in questa fase. L’andamento negativo del mercato ha spinto l’Ilva ad anticipare la fermata e quindi anche i lavori. Con questo ulteriore stop la produzione giornaliera di ghisa scende da 17-18mila tonnellate al giorno a 14-15mila al giorno. Prima che si fermasse l’altoforno 1 si producevano 21-22mila tonnellate di ghisa sempre al giorno.

Un’ulteriore fermata importante e’ prevista agli inizi dell’estate 2014 e riguardera’ l’altoforno 5, il piu’ grande di quelli a disposizione dell’Ilva di Taranto, nonche’ il piu’ grande in Europa. Stando a una prima tabella di marcia, era previsto che nella prima meta’ del 2014 sarebbero stati fermi insieme gli altiforni 1 e 5 essendo l’attivita’ dell’1 condizionata dal rifacimento, a monte, delle batterie coke che alimentano l’impianto, i cui lavori richiedono piu’ tempo rispetto a quelli dell’impianto stesso. L’Ilva, pero’, soprattutto se nel frattempo le condizioni del mercato saranno migliorate, non ha escluso di far ripartire l’altoforno 1 a prescindere dal completamento delle batterie coke collegate, alimentando l’altoforno stesso con coke acquistato all’esterno anziche’ prodotto direttamente. (AGI) .



   

 

 

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