Vertice Ue: Cameron contro accordo su bilancio 2014-2020. Non garantita l’intangibilità del ‘rebate’.

Britain's Prime Minister Cameron speaks during a news conference in BrusselsBruxelles, 28 giu – E’ iniziato a Bruxelles il vertice dei capi di Stato e di governo dell’Ue dedicato alla lotta alla disoccupazione e alle misure per la crescita economica, sotto il doppio buon auspicio dell’accordo della notte scorsa all’Ecofin sul sistema di risoluzione delle crisi bancarie e dell’altro accordo politico di questa mattina fra Commissione, Europarlamento e Consiglio sul bilancio comunitario pluriennale 2014-2020. Proprio su auest’ultimo punto, però, il premier britannico David Cameron sembra intenzionato a guastare la festa. Arrivando al vertice, ha dichiarato: “Quello di cui si deve occupare questo Consiglio è fare a Bruxelles come stiamo facendo in Gran Bretagna: riportare la spesa sotto controllo e vivere con i propri mezzi, diventqndo più competitivi e rendendo più facile per le imprese creare lavoro”; è “essenziale”, ha sottolineato, “rispettare è l’accordo di febbraio” sul bilancio pluriennale.

A Cameron non piace affatto, secondo fonti diplomatiche, quello che hanno scoperto i suoi tecnici, facendo alcuni calcoli sulle conseguenze dell’accordo di stamattina (che deve ancora essere approvato dalla plenaria dell’Europarlamento e da tutti gli Stati membri in Consiglio Ue): il nuovo fondo per lo sviluppo rurale, risultato dalla fusione di due fondi europei precedenti, comporterebbe una spesa maggiore per Londra rispetto a quanto previsto con l’accordo di febbraio del Consiglio europeo (poi respinto dall’Europarlamento), così che non sarebbe più garantita l’intangibilità dello ‘sconto’ britannico (‘rebate’) in virtù del quale ogni anno vengono restituti 250 milioni di euro a Londra, pagati soprattutto dalla Francia e (per il 20%°) dall’Italia.

Non si tratterebbe forse di molti soldi, ma per Cameron la questione è politica: ha giurato che avrebbe riportato a casa lo stesso ‘rebate’ del bilancio pluriennale attuale, e difficilmente potrà tornare indietro su questo punto, ostqggio com’è dei malumori euroscettici nel suo partito e nel Paese.

La questione rischia di avvelenare tutto il vertice, anche perché senza l’accordo sul bilancio pluriennale cade anche il finanziamento delle misure contro la disoccupazione e per la crescita.

TMNews



   

 

 

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