Berlusconi incontra Letta. Il governo vacilla per la sentenza violenta.

Berlusocni 02-408-20130625_075457_E8FF798ARoma, 25 giu – Oggi il Cavaliere vede Enrico Letta e non vorremmo essere nei suoi panni. Questa volta il commento non arriva un nanosecondo dopo la sentenza come era accaduto per la Consulta. Ma il terreno di battaglia sarà l’economia. . Perché una cosa è aspettarsi la condanna, altra è sentire dalla viva voce dei giudici che la pena è di sette anni, persino uno in più di quello chiesto dai pm. Perchè magari era stata già messa in conto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, ma così, davanti a centinaia di telecamere straniere, il colpo è stato ancora più duro: uno “sputtanamento mondiale”. Sarà anche per questo che la bozza pre elaborata della nota con cui Silvio Berlusconi era pronto a commentare la sentenza di primo grado del Rubygate è stata rivista e ripensata.

In questo caso il termine fuorioso, con le sue eventuali sfumature, pare non essere sufficiente a spiegare lo stato d’animo del Cavaliere. Chi ha avuto modo di parlargli usa anche altri aggettivi, come per esempio “tramortito”. Nel comunicato con cui commenta la sentenza, Berlusconi parla di una decisione “incredibile” e di una “violenza mai vista” fatta per eliminarlo politicamente. Una “persecuzione” di fronte alla quale però intende “resistere” forte della consapevolezza di essere “innocente”.

Una dichiarazione tutto sommato breve. In cui, a differenza di quanto accaduto dopo la sentenza della Consulta della settimana scorsa, il Cavaliere non fa cenno alcuno al governo. Nessuna premura di dire che le sue vicende giudiziarie sono separate da quelle dell’esecutivo. E non è un caso, sebbene il leit motiv venga ripetuto da una fedelissima come Daniela Santanché. Perché – almeno ufficialmente – la linea deve rimanere quella: nessuna connessione tra i due piani. Ma nella testa di Berlusconi – viene spiegato – il governo di “pacificazione” ha già fallito il suo compito. Significative sono le parole con cui Sandro Bondi, altro esponente Pdl che non parla mai a caso, chiama in causa l’esecutivo Letta. “E’ assurdo pensare – sostiene – che l’attuale governo possa lavorare tranquillamente nel mentre si massacra politicamente, attraverso un sistema giudiziario impazzito, il leader di uno dei partiti che lo sostengono”. Non da attuare subito, ma a questo punto l’ipotesi di una crisi di governo è tornata ad affacciarsi prepotentemente. Magari approfittando dell’estate per “preparare il terreno”, cercando di riconquistare l’elettorato perduto.

Ma – come da ritornello delle ultime settimane – è sui provvedimenti economici che il Pdl alzerà il tiro: stop all’aumento dell’Iva, abolizione dell’Imu, detassazione per le assunzioni dei giovani e voce grossa in Europa per allentare i vincoli del rigore. E dovrebbe essere lo stesso Silvio Berlusconi, domani, a esporre questa posizione al presidente del Consiglio Enrico Letta in un incontro che al momento risulta confermato.

D’altra parte il Cavaliere ha chiaramente fatto capire che non ha alcuna intenzione di mollare, anche se il fuoco di fila delle sentenze non è ancora finito. “Mi stanno colpendo in ogni modo, sul piano politico, privato e anche economico e non si fermeranno – avrebbe detto – finché non mi avranno fatto fuori”. Giovedì si decide sul rinvio a giudizio per la compravendita di senatori e nello stesso giorno arriva in Cassazione il ricorso sul Lodo Mondadori per il quale il Cavaliere è stato condannato a pagare 560 milioni: per lui una vera spina nel fianco.



   

 

 

2 Commenti per “Berlusconi incontra Letta. Il governo vacilla per la sentenza violenta.”

  1. Intanto gongoliamo sulla sentenza 🙂
    Berlusconi se lei pensa di essere perseguitato dalla giustizia…lasci stare la politica, Si dia all’ippica, vada in pensione, e non….taccio altrimenti mi arrivano i controlli per averla offesa!!!!!

  2. Loredana, non si vergogna? Da quando un peccato (sempre che ci sia stato) è anche reato? E’ una sentenza talmente vergognosa che passerà alla storia. Non esiste reato, non esiste parte lesa, non esiste alcuna testimonianza. Al massimo poteva esserci bisogno di un padre spirituale per raccogliere le confessioni dei pentiti. Pentiti di che? Di divertirsi a cena, in compagnia, in una casa privata? Sarebbe meglio che i giudici cominciassero a indagare sul Forteto dove ci sono vere vittime (bambini) e veri reati (abusi su minori). Ma i colpevoli di questi reati gravissimi sono di sinistra, e quelli di sinistra, per definizione, rappresentano la moralità. Che schifo!

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