Francesi stranieri nella terra dei loro padri, sull’orlo della guerra civile?

banlieu19 giu – Ricordate la violentissima rivolta delle banlieus, i quartieri periferici, che infiammò la Francia nel 2005?
L’ho vissuta in diretta insieme a Marco Bressanelli, cameramen di TelePadania e ho visto (e in parte filmato) cose tanto assurde, che al nostro ritorno vennero prese per “esagerazioni”, o per una descrizione romanzata della realtà.
La cronaca francese di questi giorni dimostra che era tutto vero, ma andiamo con ordine.

Arrivati a Parigi decidemmo di alloggiare nella prima periferia e dopo un’ora ci trovammo in albergo un giovane magrebino che aveva saputo, probabilmente dalla reception, che eravamo giornalisti: ci proponeva “protezione” per girare nel quartiere, offriva filmati relativi agli assalti alle caserme della polizia e ci chiedeva se, a pagamento, volessimo filmare gli scontri.
Non avendo quasi una lira rifiutammo, cambiammo albergo e quartiere e decidemmo di fare da soli. Risultato: girare con la telecamera di giorno voleva dire essere continuamente inseguiti da gente armata di bastoni e coltelli, ma la cosa sconcertante fu scoprire che anche girando a piedi senza apparecchiature venivamo regolarmente insultati da un’infinità di persone, financo ragazzini che minacciavano e sputavano spalleggiati dai grandi. La nostra colpa era quella di essere “GAULOIS” (Galli) o “Fromages”, in altre parole di essere bianchi. Il fatto di rispondere in italiano, infatti, non ci scagionava, eravamo comunque due “cristiani infedeli” nel Califfato.

In verità c’erano anche dei francesi autoctoni così divisi: giovani “convertiti” alle nuove usanze, giovani rassegnati che camminavano derisi e a testa bassa e, soprattutto anziani vittime di ogni angheria: sgambetti, spintoni, scippi e minacce in pieno giorno e in mezzo alla strada.
Molti ci raccontarono disperati, che la loro vita era un incubo ma che andarsene era diventato impossibile perchè le loro case, spesso belle villette in villaggi fagocitati dalla banlieu, avevano perso ogni valore e non erano vendibili a prezzi decenti.

Carcerati in casa, stranieri nella terra dei loro padri, mi spiegò Jean Marie Le Pen che disse che con le nuove politiche sulla cittadinanza facile le cose sarebbero peggiorate. Sono passati sette anni e le cronache (censurate) ci raccontano di una Francia sull’orlo della guerra civile: le violenze anti-francesi sono ormai tali che persino la LICRA, notissima associazione antirazzista, ha ammesso che esiste un nuovo razzismo “anti-bianchi” e addirittura Jean Francois Copè il leader dell’UMP, la destra moderata di Sarkozy, ha parlato a chiare lettere in Parlamento di “racisme anti-blanc”.
Per tutta risposta la sinistra di governo ha iniziato una durissima repressione contro la Francia conservatrice culminata nelle botte che la polizia ha dato ai manifestanti contro i matrimoni gay e con gli arresti di decine di giovani “colpevoli” di portare delle magliette con il disegno di una famiglia composta da un uomo, una donna e dei bambini. “Manifestazioni retrograde, fasciste e potenzialmente razziste” le hanno definite ministri autorevoli e, già che c’erano, hanno messo in cantiere una legge per mettere al bando i partitini dell’estrema destra.

Naturalmente nel mirino c’è il Front National di Marine Le Pen che senza paura denuncia l’islamizzazione del paese e si batte contro l’immigrazione selvaggia e le imposizioni della UE.
In Italia la descrivono come una pazza senza seguito, ma Le Pen è data dai sondaggi ben oltre il 35% e alle elezioni europee si prevede un vero boom: da qui la necessità di metterla fuori legge.

Sarà dura però perchè persino il moderato Le Figaro scrive che descrivere i musulmani di Francia come una comunità moderata insidiata da pochi e isolati estremisti è una “menzogna”, poichè su 7 milioni almeno 2 o 3 sono islamisti legati al fondamentalismo.
E sarà dura anche perchè recentissimi sondaggi affermano che un’alta percentuale di francesi ritiene più pericolosi gli estremisti di sinistra che quelli di destra, il 56% pensa che esista un razzismo “anti-bianco”, il 60% ritiene che i musulmani godano di troppo privilegi e il 43% li ritengono un pericolo per l’identità francese.
Tutti cattivi razzisti? Tutti estremisti fanatici da arrestare?

Max Ferrari (La Padania del 16 giugno 2013)



   

 

 

2 Commenti per “Francesi stranieri nella terra dei loro padri, sull’orlo della guerra civile?”

  1. Ma scusate, vi siete soltato adesso accorti che c’è un forte razzismo contro i bianchi? Ma poi ma avete mai pensato quanto è grande l’Africa?
    E’ anche vero che non bisogna fare di tutta un erba un fascio, è anche vero che conosco molte persone di colore, e gente musulmana, brave persone, ma queste sono persone che hanno avuto la voglia di integrarsi senza dover impartire il loro dogma!!!

    • vandabortolanvanda

      NO LOREDANA SE VOLTA LA MEDAGLIA SI ACCORGERA’ CHE IL MUSSULMANO RESTA SEMPRE UN MUSSULMANO…IO LO SO… QUANDO FAI IL LORO GIOCO SEI AMICO MA NON E’ COSI’ QUANDO SARANNO AUMENTATI DI NUMERO L’ITALIA SI ACCORGERA’ MA ..SARA’ TROPPO TROPPO TARDI.

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