Sentenze manipolate, arrestato il giudice Chiara Schettini

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13 giu – Era stata trasferita a L’Aquila nel marzo stesso, come pubblicato nel Bollettino ufficiale del Ministero della giustizia. Oggi, è finita agli arresti. Ci sarebbe stata una sottrazione di beni da alcuni fallimenti che il magistrato aveva seguito quando era in servizio a Roma

Parliamo di Chiara Schettini l’ex giudice fallimentare del Tribunale di Roma nei confronti del quale e’ stata eseguita stamani una ordinanza di custodia cautelare emessa nell’ambito di una indagine condotta dalla procura di Perugia, competente a indagare sulle toghe romane. Tra i reati ipotizzati a suo carico quelli di peculato e corruzione. Il provvedimento sarebbe legato all’attivita’ professionale dell’ex giudice fallimentare nella capitale.

Nell’inchiesta figurerebbero comunque anche altri indagati. Il magistrato capitolino risultava già indagato dal pubblico ministero perugino Manuela Comodi – l’inchiesta è arrivata a Perugia per competenza territoriale – per un’inchiesta su presunte truffe nell’ambito di sentenze fallimentari.

La Schettini è salita agli “onori della cronaca” anni fa per la controversa sentenza che diede (momentaneamente) il via libera all’«utero in affitto» per una donna che non riusciva ad avere figli.

La Schettini è inoltre la compagna di Piercarlo Rossi, commercialista che — secondo l’accusa — sarebbe stato il regista della «cricca» di curatori fallimentari, avvocati e imprenditori diventati ricchi grazie a manipolazioni più o meno grossolane degli atti processuali. Documenti con firme falsificate he avrebbero consentito a fiumi di denaro di finire in conti correnti bancari in Svizzera e a Cipro e poi — con la consapevolezza che non se ne sarebbero più trovate le tracce — nei paradisi fiscali.



   

 

 

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