Istanbul, scene di guerriglia a piazza Taksin

11 giu. – Dopo la promessa del premier turco Recep Tayyip Erdogan che “non ci sara’ piu’ tolleranza” per le proteste antigovernative, la polizia ha usato il pugno di ferro per sgombrare piazza Taksim, dove stasera, pero’, si registrano scene di guerriglia. Poco prima del tramonto, migliaia di manifestanti sono tornati a premere sulle barriere tirate su dalla polizia a piazza Taksin. Gli agenti hanno risposto con un fitto lancio di candelotti di gas lacrimogeni e cannoni ad acqua.

Inizialmente i manifestanti si sono ritirati ma poi, approfittando del ritiro degli agenti, una prima avanguardia e’ tornata sulla piazza. Parte dei manifestanti ha lanciato fuochi d’artificio contro la polizia ed almeno un veicolo ha preso fuoco. Nella dodicesima giornata di proteste la situazione e’ in continua evoluzione: gli agenti prima arretrano e i manifestanti riprendono posizione sulla piazza, e poi con nuovi lanci di lacrimogeni e idranti la polizia riguadagna terreno.

I manifestanti non intendono cedere il cuore della protesta, iniziata venerdi’ 31 maggio come una manifestazione ambientalista in difesa del Parco Gezi, e ora mutata in rivolta contro il governo islamico ‘moderato’ e i suoi piandi di re-islamizzazione della Turchia laica. La giornata di scontri era iniziata prima, all’alba, centinaia di poliziotti in assetto anti-sommossa avevano rimosse le barricate e si erano fatti strada con i gas lacrimogeni e i cannoni ad acqua per sgombrare piazza Taksim ed entrare nel parco Gezi, dove sono accampati i manifestanti. Un’irruzione a sorpresa, tenuto conto che Erdogan aveva appena accettato di incontrare per domani i leader della protesta.

Ne e’ seguita una battaglia con lancio di bottiglie molotov e sassi che ha fatto registrare centinaia di feriti, cinque dei quali gravi. Gli agenti hanno negato di voler sgombrare i manifestanti dal parco e hanno sostenuto che il loro obiettivo era solo rimuovere foto e oggetti attaccati sulla statua di Ataturk e sui muri del Centro culturale Ataturk, anch’esso occupato.

Erdogan trionfante aveva annunciato che “questo episodio (la rivolta) e’ finito, non mostreremo piu’ tolleranza”, ha avvertito il premier al potere dal 2002 parlando ai deputati del suo Partito della Giustizia e dello Sviluppo (Akp). “Se questa la chiamate durezza mi dispiace, ma Tayyp Erdogan non cambiera’”. Secondo alcuni testimoni sono stati arrestati almeno 70 avvocati-attivisti che sostengono i dimostranti. Il premier ha confermato che sono quattro le persone morte nelle proteste iniziate il 31 maggio, tre manifestanti e un poliziotto. “Mi dispiace che la gente dica che sto agendo con troppa forza, ma questo e’ il ruolo di un premier nel suo Paese”, ha affermato.
“Il 95% dei manifestanti di piazza Taksim”, ha incalzato, “non conosceva neanche la piazza prima” delle proteste.

Per Erdogan “c’e’ un tentativo di distruggere l’economia e il mercato azionario” della Turchia, complici i media internazionali e la Rete, e le proteste a piazza Taksim e nel parco Gezi “sono state pianificate sistematicamente per coprire altre azioni”: “Con il pretesto del parco si sta giocando a un gioco piu’ grande”. L’abbattimento degli alberi sulla piazza, la miccia che aveva innescato la protesta poi degenerata in una rivolta contro il governo, andra’ avanti secondo i piani, ha confermato il premier, ma gli alberi verranno ripiantati altrove. (AGI) .



   

 

 

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