Cedro libanese abbattuto, fiaccolata di ‘lutto’ a Napoli

Una fiaccolata, un modo per ‘ricordare’ in segno di lutto un albero, un cedro libanese di oltre 700 anni, abbattuto questa mattina all’alba in Largo S. Giovanni Maggiore Pignatelli, a Napoli. Ad organizzarla e’ Fabrizio Caliendo, proprietario del Keste’, locale che si affaccia proprio in quella piazza. I cittadini scenderanno in strada alle 22 per ricordare non solo un albero simbolo del centro storico, uno dei pochi rimasti risalenti ad epoche ormai lontane, ma anche per affermare il diritto di tutela e cura di tutti gli altri alberi antichi rimasti nel cuore di Napoli.

fiaccolata12 giu – L’abbattimento del cedro libanese di Largo S. Giovanni Maggiore Pignatelli ha provocato infatti non poche polemiche sui social network. Tutto risale a sabato notte, quando proprio l’imprenditore Fabrizio Caliendo ha chiamato i vigili del fuoco per un ramo spezzato e penzolante. ”Abbiamo avvisato Comune e Vigili del Fuoco – spiega Caliendo – solo per fare rimuovere questo ramo, ma subito dopo ci e’ stato detto che l’intero albero era malato e andava abbattuto.

Con molte altre persone avevamo richiesto una seconda perizia, dopo quella effettuata dal Comune, per capire se il cedro poteva essere salvato. Non ci hanno dato il tempo, stamane lo hanno abbattuto senza avvisare nessuno, non lo abbiamo trovato piu”’.

”Come e’ possibile che in tre giorni – si domanda Caliendo – si sia svincolato un albero storico, si sia fatta una perizia e proceduto all’abbattimento? Forse il caso di via Aniello Falcone, dove una donna e’ morta schiacciata da un albero, ha influito su questa scelta? Avrebbero potuto aspettare almeno altre 24 ore per un’altra perizia che noi avevamo chiesto ad un esperto, si poteva ancora pensare di salvarlo”.

”L’abbattimento del cedro posto in piazza San Giovanni Maggiore e’ stato motivato da ragioni inerenti la pubblica incolumita’. La pianta presentava una grossa necrosi (carie) nel segmento basale e anche su alcune branche: fattori, questi, che ne pregiudicavano la stabilita”’. Cosi’ in una nota dell’ufficio stampa del Comune di Napoli.



   

 

 

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