Imprenditore 61enne si spara dopo una telefonata della banca

suicidioMARENO DI PIAVE, 7 giu . Stretto in una morsa: da una parte altre imprese non lo pagavano, dall’altra doveva rientrare dai prestiti. Poco dopo la telefonata di una banca si è sparato in testa. Ieri mattina Stefano Da Fies, 61 anni, ha compiuto il gesto estremo nella sua villetta di via San Felice 9 a Soffratta. «Scrivete che è l’ennesimo suicidio della crisi, gli onesti muoiono, gli altri rimangono a rubare» ha detto sconvolta la moglie Antonietta.

È stata proprio lei a fare l’agghiacciante scoperta e trovare il marito agonizzante. Nella legnaia accanto all’abitazione Da Fies, impresario edile molto conosciuto in paese, si era sparato alla tempia. Nel furgoncino che usava per il suo lavoro due lunghe pagine scritte ai familiari, in cui si scusava con la moglie ed i figli Sandra e Michele, e spiegava i motivi della sua drammatica decisione. Aveva dei creditori che non lo pagavano, ma gli istituti di credito avevano chiuso i rubinetti e aveva mutui da coprire. Si parla di somme superiori ai 100 mila euro. Verso le 11.30 l’impresario è salito nel piccolo capanno di legno a fianco della casa. In via San Felice ha sede anche la sua ditta. In mattinava aveva ricevuto una telefonata da un istituto di credito. mattinopadova.gelocal.it



   

 

 

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