Ex brigatista coordina la comunità minorile “Cà Angeli” di Tabiano Bagni?

Un ex brigatista coordina la comunità “Cà Angeli” di Tabiano Bagni? Il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza predispone nuovi controlli . La richiesta dell’Avvocato Francesco Miraglia sulla struttura che accoglie minorenni

comunitcaangeli7 giu – Il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Emilia Romagna ha stabilito, lo scorso 27 maggio, la necessità di effettuare nuovi controlli sulla Comunità per minorenni “Cà degli  Angeli” di Tabiano Bagni (Parma) e sull’attuale coordinatore del sistema di accoglienza della Comunità, Flavio Amico.

Il provvedimento era stato sollecitato all’ente, lo scorso mese di febbraio, dall’avvocato Francesco Miraglia del Foro di Modena su incarico dei genitori di un minorenne, suo assistito, che era stato ospitato nella struttura dove all’epoca lavorava Amico e aveva come priorità quella di chiarire e stabilire se: il signor Amico fosse effettivamente un ex brigatista, coinvolto nel caso Moro e condannato per questo a 18 anni di carcere per associazione sovversiva e se, invece, non ci si trovasse di fronte ad un caso di omonimia. Secondariamente, voleva appurare se Flavio Amico, allo stato attuale, fosse imputato presso il Tribunale di Parma, sede distaccata di Fidenza, dei reati di maltrattamento di minori e abuso di mezzi di correzione a seguito di una denuncia, sporta nei suoi confronti da un operatore che aveva lavorato nella struttura e facente riferimento ad alcuni episodi avvenuti a danno di due ragazzi nel 2008 e nel 2009.

In particolare il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, organo istituito in Emilia Romagna nel 2011, ha appurato che effettivamente sussistono delle pendenze penali a carico di Flavio Amico e sottolinea: […] fermo restando che sul fondamento delle accuse rivolte all’Amico unico giudice è la Magistratura, per quanto riguarda i meccanismi di vigilanza questo garante ritiene che vi sia materia per formulare nei confronti dei Comuni interessati nonché nei confronti del Servizio Politiche familiari della Regione le segnalazioni e raccomandazioni che seguono […] L’inequivoca successione di eventi verificativi nel corso del 2009[…] non è stata infatti sufficiente ad attivare pronti interventi cautelativi da parte dei Comuni di Salsomaggiore Terme e Fidenza.

Anche il mutato organigramma di Cà degli Angeli e l’avvenuta tardiva comunicazione del cambiamento del coordinatore responsabile non risultano essere stati valutati in tutti i loro aspetti, mentre il verbale della verifica ispettiva della commissione di vigilanza effettuata il 10 marzo 2009 lascia perplessi perché non indaga né approfondisce i motivi dell’improvviso ritiro di tre minori da parte dei Servizi sociali invianti benché avvenuto nei giorni immediatamente precedenti la data della verifica[…]”. Per poi aggiungere: “il meccanismo e l’operatività del sistema di vigilanza sulle comunità di accoglienza richiedono quindi di essere verificati e  rafforzati sia a livello comunale che regionale, a maggior tutela dei diritti dei minori ospitati nelle stesse […] ed invita gli enti competenti quindi ad effettuare le dovute verifiche”.

Una vicenda molto delicata che, lo scorso 26 febbraio, aveva portato il consigliere regionale Alberto Vecchi a fare un’interrogazione regionale nella quale chiedeva al Ministro di Giustizia Annamaria Cancellieri e al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Enrico Giovannini se: “siano a conoscenza di quanto sopra riportato e, in caso affermativo, quali siano le loro determinazioni al riguardo; se intendano avviare in tempi brevissimi un’ispezione presso le due case famiglia/comunità in oggetto, nell’ambito delle proprie competenze, al fine di verificare direttamente con i minori attualmente o precedentemente ospitati nella comunità l’eventuale presenza delle gravi irregolarità indicate in premessa; se, più in generale, il Governo non ritenga di intervenire nei modi e con i mezzi che riterrà più opportuni al fine di promuovere una maggiore e più rapida attività di controllo e verifica delle comunità alloggio per minori presenti sul territorio nazionale al fine di approfondire ed elaborare le più opportune strategie di intervento a tutela dei minori”.  Richiesta intrapresa anche di recente, il 20 maggio 2013, dall’esponente del Movimento 5 Stelle, Mara Mucci presso la Camera dei Deputati.

Da parte sua l’avvocato Francesco Miraglia spiega: “Ho ritenuto opportuno richiedere l’intervento del Garante poiché secondo le direttive in materia di affidamento familiare, accoglienza in comunità e sostegno alle responsabilità familiari, per poter operare all’interno di una struttura per minori, i responsabili della stessa devono essere in possesso di idonee qualità morali e quindi non devono sussistere a loro carico dei procedimenti per l’applicazione di misure di prevenzione, non devono essere stati sottoposti a misure di prevenzione o condannati, anche con sentenza non definitiva, per uno dei delitti indicati agli articoli 380 e 381 del codice di procedura penale. Inoltre non devono aver riportato condanne con sentenza definitiva a pena detentiva non inferiore a un anno per delitti non colposi, salvo in ogni caso gli effetti della riabilitazione. Disposizioni chiare ed importanti per  la tutela del minore che in questo caso specifico non credo proprio siano state applicate. Ora aspetto che gli organi competenti facciano il loro lavoro e spero che questo avvenga in tempi ragionevoli, dal momento che, a quanto mi risulta, anche un’altra famiglia avrebbe presentato una denuncia contro la struttura”.



   

 

 

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