Messina: scoppia il caso Eurobunker, la Sicilia perde 2 mld di euro annui

MESSINA – CLAMOROSO REPORTAGE NELLA CITTA’ DELLO STRETTO di Massimiliano Pisano.

crocetta

Circa due miliardi di eruo l’ anno non sono una bazzecola. Eppure la REGIONE non fa nulla per riversare nelle proprie casse questo fiume di denaro che potrebbe risanare i bilanci e consentire ai SICILIANI migliori condizioni di vita.

Due miliardi di euro l’ anno, e forse anche di più, potrebbero arrivare a PALERMO se l’ EUROBUNKER di MESSINA venisse messo in condizioni di riprendere l’ attività , ferma da tempo per vari motivi, compreso un contenzioso civile con l’ AUTORITA’ PORTUALE (Ente Regionale) che di punto in bianco aveva aumentato in modo allucinante il canone della concessione demaniale, canone poi ripristinato nella somma originaria dal TAR prima e dal Consiglio di Giustizia Amministrativa (C.G.A.) dopo.

La crisi sta facendo VITTIME in tutto il PAESE. A MESSINA, in particolare, dove si vive di solo stipendio, ogni giorno cessano l’ attività numerosi punti commerciali.

La CANTIERISTICA NAVALE che fino a qualche anno addietro era il fiore all’ occhiello dell’ ISOLA per il suo punto strategico nel MEDITERRANEO ed anche per aver dato i natali all’ALISCAFO, non esiste quasi più.

I cantieri RODRIQUEZ, sono solo sulla carta, i cantieri CASSARO sono scomparsi da diversi anni, i cantieri SMEB, dopo drammatiche vicessitudini, sono passati ad un imprenditore napoletano che nei giorni scorsi è incappato con altre persone in vicende giudiziarie. La base della MARINA MILITARE -MARISICILIA- il comando militare autonomo nell’ isola, è stata smantellata e restano solo gli edifici con qualche dipendente, l’ ARSENALE MILITARE col suo bacino annaspa.

Il PONTE SULLO STRETTO è stato affossato per sempre, l’ ARTIGIANATO è quasi un ricordo lontano, il SERVIZIO DI TRASPORTO PUBBLICO (ATM) e sull’ orlo del baratro e quasi mensilmente si blocca per il pagamento degli stipendi ai dipendenti, stessa situazione per il SERVIZIO DI RACCOLTA DEI RIFIUTI al quale , oltre alla mancanza di liquidità, è legato pure il problema della discarica, spesso impedita per i conti in sospeso.

IL TURISMO, in una Città ad economia turistica come MESSINA, è praticamente inesistente. In porto fanno scalo giornalmente le grandi navi croceristiche, ma i passeggeri sono puntualmente attesi da decine di pullman che li portano subito a TAORMINA o in altre zone. La percentale di croceristi che rimane in Città è al massimo del due/tre per cento.

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE è vicinissima al dissesto dopo il naufragio del piano di riequilibrio, e si parla già di delibera di default pronta ma che non verrebbe portata in CONSIGLIO COMUNALE per l’ approvazione perchè l’ ENTE è retto da un COMMISSARIO e l’ atto non sarebbe di SUA competenza.

LA DISOCCUPAZIONE, in generale, ha raggiunto punte mai registrate, quella giovanile addirittura allucinanti.

LE UNICHE ATTIVITA’ FIORENTI A MESSINA, come nel resto della SICILIA, sono costituite dalle FINANZIARIE sorte come funghi e che nella CITTA’ DELLO STRETTO, in particolare, in un’ area di circa diecimila metri quadrati del centro storico se ne contano almeno venti, e dai negozi di “COMPRO ORO” dove gli abitanti di tutte le Città impegnano o svendono passato, presente e futuro delle loro FAMIGLIE.

In questo QUADRO ALLARMANTE per la ripresa della Città in molti, certamente coloro  che non hanno difficoltà alcuna ad arrivare alla fine del mese ed anche oltre, associazioni varie, ecc,ecc, sono convinti, o fanno finta di esserlo, che la ripresa della Città debba partire soprattutto dalla ZONA FALCATA, la parte retrostante il Porto.

Sede delle attività cantieristiche, sede della MARINA MILITARE, sede di tante iniziative commerciali (alcune abusive) e dove ci sono l’ EUROBUNKER  e la stazione di degassifica  costruita negli anni passati coi soldi della REGIONE e oggi abbandonata, “regalata” ai ladri di materiale ferroso ed agli appassionati di pesca, anzichè sostenere la realizzazione del PUNTO FRANCO, istituito con la LEGGE 191 DEL 1951, e mai attuato, che consentirebbe depositi franchi di merci, materie prime, semilavorati in esenzione doganale, la creazione di industrie di trasformazione di prodotti, di attività commerciali, di manipolazione ed assemblaggio di prodotti col pagamento dei diritti doganali solo all’ uscita della fabbrica. Tutte queste aree, 144.000 metri quadrati, si vogliono libere a tutti i costi per fare musei del mare, per restituire decoro e fruibilità da parte della cittadinanza e dei turisti.

Nessuno, però, accenna alla fonte dei finanziamenti e, soprattutto, ad una scaletta di priorità. NEL MOMENTO STORICO IN CUI VIVIAMO è più opportuno fare incassare soldi alla REGIONE in modo da agevolare la vita prima dei MESSINESI e poi dei SICILIANI, oppure dare spazio a progetti faraonici ai quali, con tutta probabilità, non crede nemmeno chi li sostiene? Sarebbe meglio e giusto fare scegliere ai MESSINESI ed ai SICILIANI quale delle due opzioni da portare avanti.

L’ EUROBUNKER è un deposito costiero di gasolio, dichiarato di pubblica utilità. Realizzato dopo il terremoto del 1908 dalla ESSO (allora EXXON) è ora di proprietà di una società gestita da Mario di Battista. Sorge nella zona falcata di San Ranieri, “incastonato” tra ciò che resta della base della MARINA MILITARE -MARISICILIA- e gli scheletri della stazione di degassifica, realizzata negli anni ’70 con cinquanta miliardi di lire REGIONALI e che, data la posizione strategica per le migliaia di navi che transitano nello STRETTO, avrebbe dovuto costituire  un fiore all’ occhiello nel settore della cantieristica navale della Città.

Ora la stazione di degassifica è totalmente abbandonata.

Come e perchè la REGIONE potrebbe incamerare oltre due miliardi di euro l’ anno: con le accise, che invece di volare a ROMA (come avviene attualmente) potrebbero prendere la strada per PALERMO. Del resto questo non trascurabile “particolare” è facilmente riscontrabile attraverso la documentazione doganale riferita al tempo in cui l’ EUROBUNKER era in funzione. Ma il deposito viene trascurato perchè nella zona di San Ranieri, dove sorge, è in atto un progetto di recupero ambientale, destinato a concludersi, forse, nel prossimo millennio visto che esisterebbero concessioni a lunga scadenza e che i fondi, nella migliore delle ipotesi, sarebbero a singhiozzo ed oggi anche più a rischio per i tagli al bilancio operati dalla REGIONE per il settore BENI CULTURALI.

Ma potrebbe esserci un altro motivo, ovviamente nascosto, “SUSSURRATO” dalla gente sempre con maggiore insistenza: con lo smantellamento progressivo di MARISICILIA, della stazione di degassifica e di quello probabile di EUROBUNKER, nonchè di altri insedimenti, nell’ arco di un paio di anni si verrebbe a creare una vastissima area che potrebbe ospitare complessi di edilizia residenziale e insediamenti turistici di grande pregio che sin da ora potrebbero avere acceso voraci appetiti (l’ area dell’ EUROBUNKER -circa 25mila metri quadrati- tra l’ altro nella zona falcata è l’ unica edificabile per edifici di pubblica utilità, come caserme, uffici doganali ed altro).

Dell’ EUROBUNKER di recente si sono interessati alcuni DEPUTATI REGIONALI i quali, in possesso delle “CARTE” sono partiti per una crociata a PALERMO. Di essi, però, non si hanno più notizie. Cattiva volontà o silenzio per altre cause?

Si dice che l’ impianto per la Città rappresenti un pericolo reale oltre che una bomba ecologica.

TUTTO FALSO, voci alimentate per gettare ombre sinistre sull’ impianto , ma anche banali e strumentali, questi i motivi: TUTTI SANNO che il gasolio non esplode e che non brucia essendo classificato di categoria “C”, secondo l’ impianto non inquina perchè non una sola goccia di carburante è mai finita o finirebbe in acqua. La pulizia dei serbatoi avveniva con vasche di decantazione e così avverrebbe ancora se l’ impianto tornasse in attività. Se i depositi di gasolio fossero realmente pericolosi allora dal porto dovrebbero sparire quelli delle ferrovie e dalla Città tutti quelli privati.

A questo punto, visto che la REGIONE non naviga nell’ oro e che per risolvere i problemi di cassa ha necessità di entrate (non sarebbero assicurati nemmeno i fondi per le pensioni degli ex dipendenti) perchè la REGIONE non convoca a PALERMO il titolare dell’ EUROBUNKER per valutare, unitamente ad esperti veramente competenti, se in concreto esista la possibilità di incassare più di due miliardi di euro l’ anno, qualcosa come 160 milioni di euro al mese, 40 milioni la settimana, cinque milioni e mezzo al giorno di accise derivanti dalle forniture di gasolio da erogare a tutti gli automezzi di linea, delle navi private, dagli autotrasportatori e così via che attualmente pagano in tempo perso ed a caro prezzo i loro rifornimenti?

Nell’ arco di una mattinata si farebbe chiarezza sull’ argomento e si stabilirebbe una volta per tutte se chiudere il discorso EUROBUNKER oppure quali passi fare per far convergere il tesoro nelle casse REGIONALI.

Il contenzioso con l’ Autorità portuale?

Per Mario Di Battista se c’è volontà e serietà, si potrebbe giungere ad un accordo conveniente per le parti.

Il titolare dell’ EUROBUNKER Mario Di Battista ha anche avanzato già da anni la richiesta per ottenere il noleggio dei moli abbandonati della degassifica per l’ attracco delle navi col carburante provenienti da terzi Paesi e dei serbatoi della stessa stazione per aumentare la quantità di gasolio da immagazzinare e rendere più ampio il raggio di rifornimento.

Le spese di riattivazione dei moli e dei serbatoi sarebbero a carico di DI BATTISTA, stranamente la richiesta, come sempre è rimasta senza risposta.

       Massimiliano Pisano

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1 Commento per “Messina: scoppia il caso Eurobunker, la Sicilia perde 2 mld di euro annui”

  1. il sottoscritto cittadino siciliano chiedo al mio governatore “CROCETTA” perché mio governatore,in quanto in più occasioni sta dimostrando di volere il bene dei siciliani di prendersi cura di questo caso che certo non darebbe lavoro a centinaia di persone ma se si considerasse tutto quello che gli gira intorno li supererebbe di gran lunga.Ma quello che considero molto importante è la certezza della riscossione delle accise gravanti sul prodotto commercializzato dalla ditta “EUROBUNKER” che come si evince dall’articolo del sig. Massimiliano PISANO ammonterebbe a 2 mld di euro l’anno.

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