Le NON elezioni amministrative 2013

di Stefano Davidson

elezQualche riga per cercare di spiegare quello che a mio avviso è importante notare analizzando i risultati di questa tornata elettorale amministrativa.

Punto primo, che potrebbe sembrare banale ma che comunque va sottolineato, le amministrative non sono le “politiche”, viaggiano su binari diversi e seguono logiche assolutamente differenti.

Punto secondo (che in realtà sarebbe il primo se non avessi prima voluto chiarire un quadro che per me era fondamentale che si prendesse in considerazione): sconfitta di portata clamorosa per tutte le forze politiche, considerando che  ha votato solo il 62,38% degli aventi diritto, contro il 77,16 % amministrative delle precedenti (Roma con il 52,80% la dice lunga!).

Punto terzo: vittoria schiacciante dei cittadini che dopo l’inciucio di Marzo, hanno rifiutato qualunque proposta venisse loro dai Partiti (cosa già verificatasi alle regionali del Friuli Venezia Giulia).

Punto quarto: vittoria schiacciante dei Partiti e dei loro servi disinformatori, meglio conosciuti come, “media” (carta stampata, televisione e radio) sul M5S il quale, nonostante stia lavorando in Parlamento in regime di assedio ed abbia comunque cercato di fare tutto quanto promesso in campagna elettorale, non ha mai avuto nemmeno un rigo al riguardo o quasi (nota1) quindi parte dei non votanti (e tra loro sicuramente qualcuno che il voto alle politiche glielo aveva dato) non se l’è sentita di rischiare non avendo mai avuto notizie in merito al succitato operato.

Punto quinto:  Ennesima vittoria a mani basse della “pigrizia italica” ovvero quella di tutti coloro che non si informano salvo che attraverso le “flebo” dell’informazione ufficiale o ancor peggio di quella della loro corrente di appartenenza ma che comunque, senza mai mettere in discussione ciò che proviene da chi li ha sodomizzati per decine d’anni continuano (quasi come se in fondo in fondo tale pratica gli piacesse) ad andare a metter in maniera a dir poco IRRESPONSABILE la loro brava X sulla scheda elettorale.

Punto sesto: Sconfitta della “strategia dell’assenza” dalla televisione da parte del M5S a cui toccherà correre ai ripari. Il problema in questo caso non sarà di facile soluzione poiché i programmi “istituzionali” essendo gestiti in massima parte da servi del potere costituito (centrodestra o centrosinistra e l’istess, come direbbero a Milano, tanto al Governo sono di fatto  l’istess!) rappresentano vere e proprie trappole. D’altro canto aprire un canale proprio, magari sulla piattaforma Sky o digitale terrestre diventerebbe canale cult solo per gli appartenenti al Movimento e servirebbe a ben poco per parlare con gli altri.

Punto settimo: Vittoria eclatante di tutti coloro che pregavano per un alleanza PD e M5S e che accusano il Movimento di non averla voluta e di conseguenza di essere stato punito per questo. A costoro voglio però ricordare che:

  1. In campagna elettorale il M5S aveva giurato agli elettori (la maggior parte dei quali li ha votati proprio per questa ragione) che non sarebbe mai sceso a patti con chi aveva portato il Paese allo scempio (e qui ricordo io il “simpatico” appoggio incondizionato del PD a Monti in ogni circostanza, dalla ratifica di MES e Fiscal Compact, all’omicidio dell’art.18 etc…), come poteva fare il contrario? Doveva scendere alle logiche del compromesso che alla fine finiscono nel fondoschiena del popolo?

 

  1. “Bersani propone governo “per cambiamento”, chiede fiducia sugli 8 punti a M5s ma non accenna a possibili intese di Governo” fonte: http://it.reuters.com
  1. Macedonia di frasi di Bersani pre elettorali:
    “Fascisti del web, venite qui a dirci zombie” “Con Grillo finiamo come in Grecia” “Lenin a Grillo gli fa un baffo” “ Grillo sei un autocrate da strapazzo”“Grillo porta gente fuori dalla democrazia”“Grillo porta al disastro”“Grillo vuol governare sulle macerie”“Grillo prende in giro la gente”“Nei 5 Stelle poca democrazia”“Grillo fa promesse come Berlusconi” “Grillo dice cose sconosciute a tutte le democrazie” “Grillo? Può portarci fuori da Europa” “Basta con l’uomo solo al comando, guardiamoci ad altezza occhi, la Rete non basta” “Se vince Grillo il Paese sarà nei guai” “Siamo di gran lunga il primo partito e questo vuol dire che siamo compresi. Perché a differenza di quello lì che urla, noi ci guardiamo in faccia, noi facciamo le primarie, stiamo tra la gente” “Grillo indecente, maschilista come Berlusconi”“Da Grillo populismo che può diventare pericoloso”

 

E qui aggiungo un’ulteriore considerazione riguardo al fatto se Grillo si fosse alleato a Bersani. I casi  a mio avviso sarebbero stati due:

  1. il Governo probabilmente sarebbe crollato dopo una settimana considerato che comunque il diktat dell’oligarchia finanziaria al PD era ed è quello di attendere le elezioni in Germania e il M5S non lo avrebbe accettato, e di conseguenza si sarebbe tornati alle urne con il “porcellum” (che tra parentesi nemmeno ora è ancora stato abolito. Tanta fuffa ma niente fatti!) grazie al quale Berlusconi avrebbe davvero vinto ma mani basse, visto il tradimento di Grillo al suo elettorato.
  2. Il numero degli aventi diritto che si sarebbero presentati al voto in quell’occasione o, ammettendo una durata del governo fino ad oggi, sarebbe arrivato si e no al 30%.

Conclusa questa brevissima disamina, fatta di pancia ovviamente, visto che le urne sono state aperte da più o meno otto ore, vorrei aggiungere qualche ulteriore considerazione:

secondo voi PD e PdL possono ritenersi soddisfatti di come ha risposto il Paese nei loro confronti?

Un candidato che al momento in cui scrivo ha il 42,4% dei voti in una città, Roma, dove alle urne si sono presentati il 52.8% degli aventi diritto (che significa a occhio e croce 1.840.000 persone su circa 3.500.000) cioè è stato votato da 770 mila persone può chiamarlo a ragione “un successo”?  Dico 770mila su 3 milioni e mezzo! Signori miei, ma questo a casa mia si chiama “fallimento totale” perché significa aver realmente preso il 22% dei voti possibili!

Non parliamo poi dell’uscente che, nonostante (o grazie) ai suoi cinque anni di mandato precedente con il suo 30%, quindi un reale 16% rappresentato da 552000, persone rasenta l’umiliazione.

Quanto appena scritto significa che nell’“inciucittà eterna”, come l’ha definita Dario Ballantini, le maggiori coalizioni (che sono poi quelle che ci Governano) unite e compatte, hanno convinto 1.300 mila persone NONOSTANTE a Roma più che nelle altre città italiane viga un clientelismo allucinante (del resto i Ministeri e i relativi Ministri, segretari, sottosegretari, portaborse etc… sono qui) e che quindi possa essere considerata una roccaforte della “vecchia politica” considerate le migliaia di persone che qui sono state “sistemate” con questo vecchio metodo (in ogni famiglia, o quasi, c’è qualcuno che ha ricevuto “favori” o lavora da qualche parte grazie a… vedete voi! ).
Questi conti che un po’ alla buona ho fatto per Roma li dovete fare in ogni Comune, così vi renderete veramente conto che paradossalmente, pur avendo perso queste amministrative, il vero vincitore è sostanzialmente il M5S poiché nei pochi mesi che ha avuto a disposizione, nonostante il sopracitato comportamento dei media nei loro confronti, hanno costretto i “vecchi partiti” all’inciucio pur di tentare di salvarsi le penne, cosa che ha schifato la stragrande maggioranza degli italiani, e che di conseguenza ha portato a questo NON risultato elettorale.
Ricordiamo che lo scopo del Movimento e il loro slogan era di mandarli “Tutti a casa!!!”, e la mia impressione è che piano piano (ma neanche tanto piano), sia quello che sta avvenendo attraverso l’emorragia mortale di voti che i responsabili delle attuali condizioni del Paese stanno patendo.

Ora, ovviamente, la stampa istituzionale e il resto dei media come al solito vi indicheranno il dito invece che la luna, ovvero parleranno del calo del M5S più che di quanto ho cercato di illustrarvi. Sicuramente ci saranno paragoni assolutamente assurdi tra le Politiche di fine Febbraio e questo risultato, anche se oggettivamente le due cose non c’entrano niente l’una con l’altra.

L’unico paragone che potrebbe essere appena appena calzante potrebbe essere con le Regionali, rispetto alle quali il M5S ha effettivamente perso un paio di punti percentuali (a mio parere fisiologici considerando la campagna di delegittimazione che ha subito sin dal primo giorno della formazione della Santa Alleanza PD PDL) ma ad ogni modo anche queste con le Amministrative hanno ben poco a che fare.

Concludo questo articolo con l’invito a porvi un paio di domande, che dedico soprattutto a chi non vuole la “vecchia politica” ma che non si fida del M5S:
perché se, come ci raccontano e ci racconteranno, il M5S è in caduta libera PD e PdL si affannano a continuare a sottolinearne il calo e non ricominciano la guerra (finta) tra di loro?

E poi: perché se il M5S ormai non da più fastidio la coppia Finocchiaro-Zanda si è preoccupata di fabbricare un DDL per cercare di escluderli dalla lotta politica?

Nota 1:

REDDITO MINIMO GARANTITO
Le cinque commissioni permanenti coinvolte, in sede congiunta Camera e Senato, stanno studiando la possibilità applicativa del provvedimento, le caratteristiche, gli esborsi, le possibili coperture e persino gli altri modelli europei. Si tratta di un tema complesso, a dispetto della leggerezza di alcuni nel trattarne, ma in poco tempo si dovrebbe arrivare a un documento M5S e poi a una proposta di legge.
IMU
E’ stata già depositata alla Camera il 13 maggio scorso una Proposta di legge sull’abolizione completa dell’Imu sulla prima casa (firmatari: Barbanti e Ruocco – proposta di Gruppo). Lo stesso è stato fatto al Senato il giorno dopo.
IRAP
In fase di elaborazione testo di legge per la graduale soppressione dell’imposta regionale. M5S ha comunque presentato un intero DEF alternativo (unico di opposizione) che contiene tutte le iniziative di prospettiva che il M5S prenderà nel corso della legislatura.
PROVINCE
Proposta di Legge sulla loro abolizione depositata il 14 maggio (firmatari: Toninelli, Cozzolino, Dadone, Dieni, Fraccaro, Lombardi, Nuti – proposta di Gruppo)
EQUITALIA
Risoluzione unitaria approvata dalla Commissione Finanze della Camera (22 maggio) che impegna il governo a cambiare una parte della disciplina riguardante l’agenzia di riscossione. Niente ipoteca sulla prima casa, rateazione più lunga e stop al pagamento anticipato in caso di ricorso. Al Senato sono stati presentati emendamenti per chiedere la sospensione delle cartelle Equitalia per chi vanta crediti verso la Pubblica amministrazione e la impignorabilità di stipendi e pensioni sotto i 5.000 euro. E’ stato poi posto il tema della trasparenza degli atti amministrativi di Equitalia. Il M5S è, in prospettiva, per la sua abolizione.

Fonte: M5S Camera e Senato

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