Marrazzo si discolpa: “Sporadici incontri con trans, campagna mediatica micidiale”

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28 mag. – “Sono separato, mi sono dimesso dall’incarico di Governatore del Lazio ed era giusto fare cosi’, sono tornato a non fare il mio lavoro. Questi 4 anni sono stati molto difficili, sono state colpite la mia famiglia e la mia dignita’ personale e professionale. Un fatto che mi ha provocato dolore anche per colpa di una campagna mediatica micidiale, molto aggressiva e diffamatoria che ha fornito spesso alla pubblica opinione notizie non vere”. Piero Marrazzo, ex presidente della Regione Lazio, ora giornalista Rai, racconta in tribunale la sua verita’ su quel 3 luglio 2009 quando, nell’appartamento del trans Natali in via Gradoli, fecero irruzione due carabinieri in borghese.

Per il giornalista Rai questo fatto gli ha «provocato dolore anche per colpa di una campagna mediatica micidiale, molto aggressiva e diffamatoria, che ha fornito spesso alla pubblica opinione notizie non vere».

Marrazzo, parlando come testimone al processo, ricostruisce anche la vicenda dei quattro carabinieri infedeli della compagnia Trionfale: “Fui sottoposto da quei due carabinieri in borghese a una violenza psicologica molto forte, mi trovai in stato di restrizione, quasi fossi un sequestrato. Volevo uscire a tutti costi da quella casa ma non mi fu consentito neppure di rivestirmi”. “Ammetto le mie responsabilita’: ho avuto negli anni passati – ha detto – sporadici incontri con transessuali, se ne contano sulle dita di una mano, qualche volta c’e’ stato un consumo di cocaina in modica quantita’ che non portavo certo io. Non ho mai usato l’auto di servizio per questo tipo di incontri ne’ ho mai portato trans negli uffici della Regione”.



   

 

 

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