“Il Pd non teme nessuno”, Epifani contro Berlusconi, M5S e Sel

foto Cantile laPresse

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20 magg – La scelta di non partecipare alla manifestazione della Fiom è “il contrario della paura”, “è segno della responsabilità della funzione che ho assunto”, “c’è anche una scelta di fondo che ha sempre accompagnato il Pd, e cioé di rappresentare tutto il mondo del lavoro e anche gli altri mondi sociali, non solo un parte”. Il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, non ci sta ad essere dipinto come uno che si nasconde di fronte a circostanze scomode. “Le piazze per il Pd sono una voce da ascoltare”, sottolinea, “il punto è che per un partito che sostiene il governo, il primo dovere è quello di dare risposte a chi protesta e anche a chi non sta in piazza”. “Condivisibile” la piattaforma Fiom “nella richiesta del cambiamento, nel mettere il lavoro al primo posto – aggiunge – in altre cose è più radicale e più divisiva. Ma la vera risposta sta nelle misure prese, che stanziano risorse vere”.
Propaganda di Berlusconi non deve abbagliarci – Il Cavaliere “in campagna elettorale aveva promesso la restituzione dell’Imu del 2012: questa non c’è. Aveva proposto l’annullamento dell’Imu: questo non c’è”. Intervistato anche dall’Unità Epifani spiega che il Pd riuscirà a “risalire la china dalla condizione in cui è caduto” tenendo insieme due obiettivi: “stemperare il clima nel gruppo dirigente” e recuperare “il rapporto con i nostri elettori”. A questo proposito proporra” “di fare una campagna generalizzata di assemblee, prima che il congresso parta”.
Berlusconi lasci lavorare il governo – “Bisogna lasciare lavorare il governo e Berlusconi la deve smettere di mettere mine e fare attentati pensando di mettere il governo in fibrillazione con la questione giudiziaria” ha aggiunto Epifani nel suo intervento ad Avellino, giungendo a parlare anche di Grillo e del M5S: “Ogni cittadino è libero di scegliere ciò che vuole, ma io non mi permetterei mai di dire a un grillino di strappare la tessera. Io rispetto quella appartenenza e chiedo a tutti rispetto per il Pd. Non funziona così la democrazia”. Una risposta diretta all’ex comico che aveva invitato gli elettori Pd a strappare la tessera del partito. “Sappiamo per certo – ha aggiunto – che ogni qualvolta si contrappone la piazza al Parlamento lì comincia la notte della democrazia. Guai – ha concluso Epifani – a contrapporre una forma di democrazia all’altra”.
Manifestare sì, ma con senso delle istituzioni – Tornando sulla sua assenza alla manifestazione promossa a Roma dalla Fiom, il nuovo segretario del Pd ha detto: “Mi è pesato non stare in piazza, vengo da quella storia, sono cinquant’anni che sto in piazza e lo ero anche ieri con Ignazio Marino. Non mi piaceva il fatto – ha aggiunto – che durante il governo Prodi ci fossero ministri che andavano in piazza e sfilavano contro il governo. Pretendo serietà e diamo serietà”.
Grillo e l’invito ai militanti del Pd di strappare le tessere – Epifani ha poi voluto rispondere alla provocazione del leader del Movimento 5 Stelle, che ha invitato i militanti del Pd a stracciare la tassera del partito: “Chiedere alle persone di strappare le tessere del loro partito per rinnegarne l’appartenenza, è davvero un curioso modo di concepire la democrazia”. ”Non ci facciamo abbagliare da Grillo”, ha detto poi il segretario del Pd: ”Sappiamo per certo – ha aggiunto – che ogni qualvolta si contrappone la piazza al Parlamento lì comincia la notte della democrazia. Guai – ha concluso Epifani – a contrapporre una forma di democrazia all’altra”.
Sel e Pd si allontanano – “Si vede che non era un matrimonio solido”. Epifani parla dell’addio tra Pd e Sel. Il segretario del Pd sottolinea: “Non mi piace chi scappa sempre da difficoltà e non mi piace che ci siano due sinistre. Una responsabile e l’altra che non vuole responsabilità. Siamo di fronte a una prova di governo non facile, ma il Pd sa assumersi la responsabilità”. La replica di Nichi Vendola non si fa attendere: “Comprendo il nervosismo di Epifani – dice il leader di Sel – ma eviti di trasformarlo in un’aggressione e in una ritorsione nei miei confronti, per me l’alleanza con Berlusconi non è responsabilità ma è una resa culturale”.
19 maggio 2013

Tiscali



   

 

 

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