Varese: cittadini contrari all’apertura di nuovo centro culturale islamico

islam18 magg – «Basta fomentare l’odio». Samir Baroudi, il portavoce della comunità islamica, è amareggiato per la reazione del quartiere di Giubiano, che si è schierato quasi compatto contro l’idea di aprire un nuovo centro culturale islamico in via Della Guaralda a Varese
«Non siamo noi a fare le guerre, sono gli altri che le fanno – constata Baroudi – Le persone prendono posizione per partito preso, allarmandosi per un progetto che vuole solo essere di dialogo e di pace. E pensare che all’arrivo di Papa Francesco ho urlato di gioia perché ho visto in lui un messaggio di fratellanza».

Anche sui numeri Baroudi vuole essere chiaro: «È vero che i musulmani della provincia sono più di duemila, ma è anche vero che l’affluenza maggiore al centro culturale sarà al venerdì per la preghiera delle 12.30. Di solito a quell’appuntamento partecipano 200 persone, non di più».

I giubianesi si sono detti contro i giri di parole: «Sbagliato chiamarlo centro culturale, se lì si prega, quella sarà una moschea». Ma anche su questo Baroudi interviene: «Sono un architetto, il giorno in cui avrò la possibilità di costruire una moschea vera e propria a Varese le persone capiranno la differenza rispetto a un centro culturale. Nel capannone di via della Guaralda vorremmo realizzare una biblioteca, una sala conferenze e una piccola sala polivalente, dove all’occorrenza si andrà a pregare».

E ancora: «Avere un posto dove pregare è un diritto garantito dallo Stato – precisa il portavoce – La petizione del quartiere dimostra che viviamo in una provincia piccola, estranea al mondo che è diventato un villaggio globale». Fino alle soluzioni pratiche: «Faremo crescere intorno al centro culturale una bella siepe alta quattro metri e apriremo l’ingresso su viale Belforte, in modo che non daremo fastidio a nessuno. Il Profeta in persona ci ha detto di onorare il vicino di casa».
La richiesta degli islamici è stata presentata, a voce, al sindaco e al prefetto. «Ho spiegato loro che abbiamo bisogno di pregare serenamente» dice Baroudi. PROVINCIAVARESE

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