Sfratti e case all’asta, una scia di morte: “Banche colpevoli di istigazione al suicidio”

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sfratto18 magg – Un debito di diecimila euro, “pochi spicci” per una banca. L’istituto di credito, però, non ammette repliche: casa all’asta e venduta al migliore offerente. In un attimo è solitudine e disperazione. La stessa disperazione che, martedì scorso, ha portato Giovanni Guarascio a darsi fuoco proprio all’interno di casa sua, mentre i suoi legali cercavano di evitare lo sfratto. Per qualcuno la colpa è della crisi, per altri dei metodi “poco eleganti” delle banche. Così, il Codacons ha presentato un esposto alla procura di Ragusa contro la banca che aveva messo in vendita l’abitazione di Giovanni Guarascio.

Gli mettono casa all’asta per un debito di 10mila euro, 64enne si da’ fuoco

Accuse pesanti quelle che l’associazione dei consumatori rivolge all’istituto: estorsione ed istigazione al suicidio. “Le banche hanno usufruto di fondi erogati dalla Banca Centrale Europea per venire incontro alle esigenze dei cittadini”, spiega Pietro Bassotti, legale del Codacons. “Le stesse esigenze che, però, troppo spesso vengono dimenticate – continua l’avvocato che poi spiega – In Italia c’è stato un aumento esponenziale delle procedure pignoratizie, e la Sicilia è una delle Regioni più colpite”.

Per questo è arrivato il momento di dire basta. “Le banche hanno troppo spesso pensato al proprio tornaconto – conclude Bassotti – e hanno assunto atteggiamenti che penalmente prendono il nome di estorsione ed istigazione al suicidio”. today.it

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