Crisi, Napolitano avverte: con l’UE siamo sul filo del rasoio

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16 mag. – “Puntiamo a portare avanti la barca tra i marosi, a dare fiducia al Paese”. Inizia cosi’ la riflessione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il capo dello Stato ritiene “serio e sereno” l’avvio del governo Letta, anche grazie a un presidente del Consiglio che “non si lascia intimidire ne’ da polemiche ne’ da incidenti di percorso”. Un governo di coabitazione non facile per la natura di “forze politiche che non rinunciano a reagire, ciascuna a modo suo”.

In questo contesto Napolitano racconta di aver trovato il premier Letta “molto misurato”, anche se “ci sono quelli che non si rendono conto che siamo sul filo del rasoio con Bruxelles”, su un margine strettissimo per assicurarci “la fuoriuscita dalla procedura di infrazione” per eccesso di deficit. In questo passaggio c’e’ per il capo dello Stato il discrimine “tra il fare e il non abbandonare il rispetto degli impegni” che abbiamo con i partner dell’Unione. Percorso che vede “attentissimi tanto Letta quanto Saccomanni”. Napolitano invita alla “moderazione nelle aspettative delle misure economiche” che arriveranno dal governo e osserva: “Spero che comincino a farsi sentire gli effetti del decreto che sblocca i pagamenti della Pubblica amministrazione alle imprese”, confidando nel circolo virtuoso “dei nuovi investimenti che possono far ripartire l’economia del Paese”.

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1 Commento per “Crisi, Napolitano avverte: con l’UE siamo sul filo del rasoio”

  1. Sig. Presidente Napolitano,
    è strano come tutto ciò possa essere possibile…Sui giornali, in televisione, sulle riviste etc, non si fa altro che parlare di crisi, crisi al nord al sud nel mondo. E’ strano che lei dica che con UE siamo sul filo del rasoio ma poi regaliamo 15 mln al Mali, è strano che ci sia una legge del 1957 che dice che non si può eleggere una persona che rappresenti l’Italia se è stata condannata. E’ strano dire dobbiamo fare sacrifici quando poi alla fine della fiera ci avete spremuto come dei limoni. E’ strano che Letta abbia dichiarato che è difficile eliminare il rimborso elettorale e l’abbassamento dello stipendio dei politici (ma semplice alzare le tasse o inserire l’IMU in 24 ore (questo lo penso io come molti italiani)questo non è difficile). E’ strano che il ministro Kyenge la quale ha giurato sulla nostra Costituzione ci dica Meticci (questo non è razzismo?). E’strano che si cerchi di dare sussidi a persone che in Italia non hanno mai lavorato. E’ strano dare la pensione d’invalidità alle persone che sono in Italia da meno di un anno e anche a persone che non hanno il pemesso di soggiorno ( dichiarazione di Monti). ma lei non crede che quando si chiede il sacrificio agli italiani bisognerebbe farlo con criterio? Io sono una lavoratrice precaria, disabile al 70% (per la cronaca non prendo un solo centesimo di pensione di invalidità), pago le tasse perchè sono costretta a pagarle in quanto dipendente (e mi creda quei soldi a questo punto preferirei investirli in un altro modo dato che in Italia siamo più sull’incerto che sul certo), mi dica perchè io dovrei pagare per gli altri che qui non hanno mai versato un solo euro? Perchè gli italiani dovrebbero con i loro tasse versate pagare chi non ha diritto? Noi italiani siamo buoni, ma tra l’essere buoni e l’essere fessi, c’è un abisso. Essere buoni è un conto, prenderci per fessi è un altro conto. E’ strano anche che il M5S abbia creduto di istituire un fondo solidarietà e che esso non sia stato accettato dal resto della Camera, perchè? Io sono una cittadina italiana che chiede e pretende delle risposte, siamo in democrazia il popolo italiano esige delle risposte e che queste non siano aggirate dalle solite risposte in politichese..giro giro tondo. Vogliamo dei risultati immediati, certezze e non solo parole!!! Molti che sono seduti sulle poltrone a Roma non sono state votate dal cittadino italiano. Smettiamo di dire l’italiano ha detto. Noi diciamo solo una cosa: BASTA LA PRESA PER I FONDELLI, LE NOSTRE TASCHE SONO VUOTE, CI AVETE TOLTO LA DIGNITA’, LA VITA.

    Loredana N.

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