L’Eni diventa “privata”: fondi esteri maggiori della quota pubblica

eni15 mag. – Eni diventa ‘privata’. Per la prima volta nella storia infatti la partecipazione dei fondi (in larga maggioranza esteri) ha superato la quota pubblica detenuta in Eni. L’evento, scrive il ‘Sole 24 Ore’, e’ accaduto all’ultima assemblea della societa’ che si e’ tenuta la scorsa settimana. “La partecipazione massiccia dei fondi all’assemblea ha tolto allo Stato la maggioranza dei voti in assemblea, passo storico per le Partecipazioni statali e in generale per il mercato finanziario italiano”, spiega il quotidiano. Secondo le cifre ufficiali fornite dall’Eni, all’assemblea del 10 maggio scorso era presente il 61,08% del capitale sociale, con un incremento di 4,7 punti percentuali rispetto al 2012 (56,38%).

Gli azionisti di minoranza presenti sono stati pari al 30,98% del capitale sociale, con un incremento del 5% rispetto al 2012 (26,08%). Al contrario, e qui viene il colpo di scena, l’azionista pubblico di riferimento si e’ presentato in assemblea contando che il suo 30,10% del capitale gli garantisse come ogni anno la maggioranza. I calcoli invece si sono rivelati errati. L’aumento della presenza dei fondi e degli istituzionali tanto nel capitale quanto nell’assemblea, dove la partecipazione dei soci non e’ piu’ condizionata dal deposito delle azioni, hanno fatto scendere l’asse Tesoro-Cdp sotto la quota posseduta dai privati presenti e votanti: il 30,1% dello Stato contro il 30,98% del mercato. Tutto questo ha fatto dire a un investitore in tono scherzoso: “D’ora in poi nessuno potra’ dire che la Borsa italiana e’ dominata da aziende pubbliche”.



   

 

 

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