Caso Ruby, Marina Berlusconi: un processo farsa, non doveva neanche cominciare

marina14 magg –  ”Il processo Ruby? Quello non è un processo, è una farsa che non doveva neppure cominciare. Le presunte vittime negano, o addirittura accusano l’accusa. I testimoni dei presunti misfatti non ne sanno nulla. Di prove neppure l’ombra”. Lo sostiene Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e di Mondadori, in una intervista che il settimanale Panorama pubblicherà nel numero in edicola da domani.

”Hanno lavorato per anni, hanno accumulato lo sproposito di 150 mila intercettazioni, hanno raccolto quintali di verbali, hanno vivisezionato in modo morboso e vergognoso la vita di mio padre e tutto per realizzare non un processo, ma una fiction agghiacciante ad uso e consumo di media molto compiacenti”, dice. ”Certi interrogatori, nella loro sconcertante insistenza, facevano pensare ben più al voyeurismo che alla ricerca della verità. Finirà tutto in una bolla di sapone, come sempre, ma all’associazione della gogna non importa nulla di come andrà a finire, interessa solo la condanna mediatica. E, quando il teorema dell’accusa crollerà, quale interdizione dovrebbe essere chiesta per coloro che hanno costruito questa montatura infernale?”.

Marina Berlusconi parla di ”un attacco concentrico. Un assedio. L’obiettivo è chiaro: colpire una volta di più mio padre, come politico, come imprenditore, ma anche nella sua dignità di uomo. E, una volta di più, per colpire Silvio Berlusconi non si fermano neppure davanti al rischio di fare danni gravi, molto gravi, all’intero Paese”.

Le recenti iniziative della magistratura possono far saltare gli accordi di governo? ”Mio padre è stato molto chiaro. Non ce la faranno. Non la si darà vinta ai signori della guerra, ad un sistema che da vent’anni paralizza l’Italia e su questa paralisi ha costruito le sue carriere e le sue fortune. Credo – dice ancora – che nessuna persona di buon senso possa tifare per l’instabilità. A maggior ragione chi di mestiere fa l’imprenditore”.

Per Marina Berlusconi, ”uno dei più gravi errori della sinistra, che mi pare stia pagando a carissimo prezzo è stato proprio quello di aver rinunciato a fare politica, ad affrontare l’avversario sul terreno della politica”. Quanto al Movimento 5 Stelle sottolinea: ”Per Grillo e i suoi guardiani della rivoluzione parlerei di nullismo, con l’antiberlusconismo e con il loro essere antitutto tentano di mascherare il nulla assoluto di programmi e proposte”.

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