Violati: La crisi della Giustizia in Italia è come un cane che si morde la coda.

BOCCASSINIRoma 13 Maggio 2013 – Nei Paesi anglosassoni: “TUTTO E’ LECITO SALVO QUANTO SIA ESPRESSAMENTE PROIBITO”. In Italia, invece, “TUTTO E’ PROIBITO, SALVO QUANTO SIA ESPRESSAMENTE AUTORIZZATO”; La crisi della Giustizia in Italia è come un cane che si morde la coda. Perché faccio questa affermazione ?

1) Perché i Giudici debbono applicare le leggi;

2) ma le leggi sono troppe e la civiltà giuridica dell’antica Roma dava come filosofia applicata questa regola: “LEGES SINT PAUCAS, CLARAS, COGNITAS; IGNORANTIA LEGUM NON EXCUSAT”;
3) poi la regola dei Paesi anglosassoni è normalmente questa: “TUTTO E’ LECITO SALVO QUANTO SIA ESPRESSAMENTE PROIBITO”;
4) in Italia, invece, “TUTTO E’ PROIBITO, SALVO QUANTO SIA ESPRESSAMENTE AUTORIZZATO”;
5) è una differenza assolutamente devastante e la madre di tutte le possibili corruzioni poste in essere dai dipendenti pubblici;
6) poi c’è una incapacità di dare presto giustizia, e una strada la stanno indicando due trasmissioni televisive (ogni pomeriggio su RAI 1 e su Rete 4 si confrontano prima due contendenti che esprimono le loro lamentele davanti ad un Giudice che emette una immediata sentenza; poi altri due contendenti fanno la stessa trafila).
Potrebbe essere il modo di fare funzionare la Giustizia su tanti piccoli casi che intasano la Giustizia Civile.
A questo doveva servire il CONCILIATORE che potrebbe applicare un’altra regola della Giustizia nell’antica Roma: “DE MINIMIS NON CURAT PRAETOR” che significa che: “IL GIUDICE TOGATO NON SI CURA DELLE PICCOLE CAUSE” .
7) Ma anche nella GIUSTIZIA PENALE, dovremmo imparare qualcosa dalla televisione.
Tutti hanno seguito in TV le trasmissioni di Perry Mason e hanno visto come funziona la Giustizia Penale negli USA, mi spiego meglio:
a) il Magistrato inquirente (quello che in Italia si chiama Pubblico Ministero) è negli USA l’Avvocato dell’accusa; e rappresenta uno degli Stati (sono 50) o lo Stato Federale (se il delitto ha rilevanza federale) e si presenta sempre, in giudizio, con la formula: “lo Stato della California (o altro Stato) contro il presunto reo”;
b) l’Avvocato difensore può avvalersi dell’opera di uno o più investigatori privati (Paul Drake) per scoprire le verità a favore dell’imputato;
c) il Giudice nel processo penale è il “regolatore” ma non il decisore (funzione che spetta alla Giuria di 12 elementi).
d) Il processo è sempre molto breve (i giurati sono separati dal resto del mondo e ospitati a spese dell’erario -o della parte soccombente- e costano, e quindi i tempi sono necessariamente brevi);
e) se l’imputato viene assolto non c’è appello (ha fatto scalpore l’assoluzione di un imputato che poi è stato riconosciuto colpevole) ma vige la regola che “è meglio un assassino in libertà che un innocente condannato”.
f) solo in caso di prove inoppugnabili (che dimostrino che un condannato sia effettivamente innocente) si può aprire un processo di revisione.
g) Vale, in questo caso il vecchio detto latino: “IN DUBIO, PRO REO” ossia “meglio non condannare se non si ha la certezza del delitto”.
Carlo Violati

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