Edilizia: settore a picco, persi 6000 posti di lavoro

edil9 magg. – Un anno orribile, il 2012, per le costruzioni romane, in crisi per l’undicesimo semestre consecutivo. A rivelarlo e’ il 4° Rapporto annuale della Cassa edile di Roma e provincia, presentato questa mattina nella Capitale, presso il parlamentino dell’Inail, dal Presidente della Cassa Edoardo Bianchi e dalla Vice Presidente Anna Pallotta, coordinati dal Direttore Alberto Massara. Quest’anno lo studio dell’ente bilaterale e’ patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.

Negativi tutti gli indicatori del comparto: giu’ imprese e lavoratori iscritti alla Cassa, che chiudono il 2012, rispettivamente, a -7,5 e -11 per cento, mentre le ore lavorate diminuiscono del 17%. Ancora piu’ pesante il tonfo per le nuove iscrizioni, che per le aziende scendono del 13,5% e per i lavoratori del 20%. Tutt’altro che rosee le previsioni per il 2013, neanche quest’anno il comparto, ormai allo stremo, aggancera’ la ripresa.

Lo studio della Cassa suona per l’edilizia della Capitale, un tempo volano anticiclico dell’economia, come un bollettino di guerra: nel 2008, primo anno di recessione, le imprese iscritte erano 11.448 ed i lavoratori attivi 63.321, a fine 2012 le prime arrivano ad attestarsi intorno ad appena 9.000, mentre i lavoratori poco al di sopra dei 43.500. Un periodo di crisi cosi’ lungo, mai verificatosi dal dopoguerra ad oggi, sta trasfigurando il settore, modificandone in profondita’ dinamiche di mercato, tessuto produttivo e lavoratori, sotto il profilo professionale e socio-demografico.
Le imprese si fanno piu’ piccole ma meno precarie, composte per il 76,7% da ditte con un massimo di 5 dipendenti, prevalentemente costituite in Srl, pari al 62,7% del totale delle aziende, perlopiu’ italiane. Sul campo restano soprattutto le ditte individuali (passate in percentuale dal 27,9 del 2008 al 23,9 del 2012, che per le imprese straniere equivale al 52% circa) o le strutture societarie deboli come le Sas e le Snc. Ma imprese piu’ piccole vuol dire anche lavori di minore dimensione, ovvero una “vocazione” sempre piu’ marcata all’attivita’ per conto terzi e in particolare al subappalto.
La crisi colpisce soprattutto le aziende che operano nel mercato dell’edilizia abitativa (passate da 2.621 del 2011 a 1.586 del 2012), ma risultano in calo, sebbene tengano meglio, anche il mercato della manutenzione (che nell’ultimo anno perde 640 imprese), l’edilizia non abitativa (283 imprese in meno) e persino il settore impiantistico ed energetico (-285 imprese), in crescita costante, nonostante la recessione, fino al 2011.
(AGI)



   

 

 

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