Imprenditori agricoli sfidano Equitalia: “Strozzati dalle cartelle esattoriali”

latte Brescia, 8 maggio 2013 – I primi trattori sono arrivati poco dopo le dieci. Poi pian piano sono diventati decine gli iscritti a Copagri ( che a livello provinciale raccoglie 600 imprese agricole in grado di far lavorare qualche migliaio di persone) che hanno voluto partecipare al presidio davanti alla sede di Equitalia di via Cefalonia, a Brescia 2, indetto dalla Lega Nord. «Siamo stanchi di essere vessati – spiega Sergio Agoni ex senatore del Carroccio tra il 2001 e il 2006 ma soprattutto imprenditore agricolo – si sta ancora parlando delle multe per le quote latte. Una vicenda che si trascina da tempo per cartelle esattoriali riferite a multe inesistenti che fanno riferimento a dati “taroccati” ad hoc».

Non è ovviamente l’unico ad avere il dente avvelenato contro Equitalia, additata ormai come il male assoluto. L’appartenenza politica però in alcuni casi c’entra poco. In molti erano lì per far sentire la loro rabbia nei confronti dell’Ente chiamato a riscuotere i tributi, e le multe, per conto dell’agenzia delle Entrate a prescindere da chi abbia convocato la protesta. « Noi appoggiamo che ci affianca in questa lotta – ammette Christian Galuppini – a prescindere dalla bandiera politica che sventola».

A quanto ammontano le multe è lo stesso Galuppini a dirlo. «Se sommiamo le multe che avremmo da pagare tutti insieme – racconta uno dei circa 600 imprenditori agricoli iscritti a Copagri – si raggiungono cifre spaventose che superano il milione di euro. Tra multa, more e interessi vari ognuno di noi a centinaia di migliaia di euro da dover versare a Equitalia». Una situazione che rischia di diventare esplosiva viste le difficoltà che attraversa, ad esempio, il settore lattiero-caseario.

«Lavoriamo ormai sottocosto – incalza Giuseppe Conti – il latte alla stalla ci viene pagato 38 centesimi al litro a noi produrlo costa 45 centesimi. Come si può mandare avanti un’azienda così? Il problema è che non possiamo vendere le nostre aziende. Dovremmo farlo direttamente alle banche al prezzo che ci imporrebbero loro ma sulle spalle ci resterebbero eventuali debiti che sono arrivati con il lavoro e non per vizi o altro. Eppure invece che premiare la qualità del nostro latte ci sono aziende che preferiscono rifornirsi all’estero. Si parla di chilometro zero ma per quanto riguarda il latte questa parola è tabù ». Al momento le multe sono state congelate. Una buona notizia ma l’entusiasmo è poco. (ilgiorno)



   

 

 

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