Napolitano: presto un governo per dare una risposta ai mercati

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22 apr – Il presidente della Repubblica dopo aver giurato tornera’ a chiedere, nel suo discorso di insediamento nell’Aula di Montecitorio, un’assunzione di responsabilita’ ai partiti, affinche’ non ci siano ostacoli per una condivisione degli sforzi che occorrera’ fare per rimettere l’Italia in carreggiata. L’appello e’ sempre lo stesso ed e’ finalizzato alla coesione nazionale.

Un appello che verra’ rivolto anche al Movimento 5 stelle che ieri ha manifestato anche davanti al Quirinale, con Beppe Grillo che continua a gridare al ‘golpettino’ istituzionale e all’inciucio Pdl-Pd. Silvio Berlusconi insiste affinche’ ci sia un governo forte, che sia rappresentato dai partiti ‘responsabili’ e che duri almeno due anni. Ma i ‘falchi’ di via dell’Umilta’ non ‘chiudono’ comunque all’ipotesi del voto anticipato. Del resto un governo tutto politico potrebbe mettere in difficolta’ il Pd, per questo motivo non si esclude che ci possano anche essere tecnici d’area. Il Cavaliere, pero’, avrebbe spiegato ai suoi di non voler porre condizioni e di volersi affidare al Capo dello Stato. Gli unici ‘paletti’ riguardano il programma, il Pdl vorrebbe che si creasse una vera Costituente per varare le riforme necessarie per cambiare la Charta.

Per palazzo Chigi resta favorito Giuliano Amato, ma non tutti i democratici sarebbero pronti a sostenerlo. Cosi’ come Enrico Letta le cui quotazioni sono in calo: a schierarsi contro l’ipotesi di un esecutivo guidato dal numero 2 di Largo del Nazareno non e’ solo Rosi Bondi ma anche i ‘giovani turchi’ e i ‘renziani’.
“Per noi – riferisce un fedelissimo del sindaco di Firenze – non sarebbe facile accettare Letta”. In ogni caso Pd, Pdl e Scelta civica sono consapevoli del fatto che dovranno facilitare il lavoro del Capo dello Stato.

Le consultazioni partiranno domani (a rappresentare il Pd dovrebbero essere i capigruppo), Napolitano che vorrebbe chiudere in fretta in modo da dare una risposta ai mercati. In ‘pole’ dunque resta Amato, ma non si esclude, in realta’, che possa spuntare fuori un altro nome, un altro tecnico per un governo del Presidente che abbia al centro del suo programma il lavoro dei saggi. Intanto i riflettori sono puntati sempre su Largo del Nazareno, si lavora ad una sorta di ‘direttorio’ per gestire la fase di transizione che portera’ al congresso. “Il Pd – ha accusato Franco Marini – e’ allo sbando, contro di me hanno fatto una cosa volgare e ingiusta”. L’ex presidente del Senato e’ andato giu’ duro nell’intervista con Lucia Annunziata a ‘In mezz’ora’ accusando i dirigenti di “opportunismo” e di scelte sbagliate.
(AGI) .

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