Stravolgimento in Olanda: abbandonati tagli e riduzione del deficit

olanda18 apr – Una crepa nel fronte del rigore: l’Olanda, sotto la pressione dei sindacati, ha rinunciato al piano di austerità che il premier liberale Mark Rutte aveva in programma. Il governo di coalizione liberali-laburisti non applicherà dunque il progetto di tagli da 16 miliardi previsti in un primo tempo.

Rutte e il ministro delle finanze laburista, Jeroen Dijsselbloem (che ha anche la presidenza dell’Eurogruppo, dove si è distinto per le gaffe su Cipro «modello» per l’Europa) hanno rinunciato a una riduzione immediata della spesa pubblica di 5 miliardi.

Il governo olandese ha anche ammesso che il paese non rispetterà l’impegno di ridurre il deficit pubblico al 3% nel 2014. I salari pubblici non saranno congelati (minori risparmi per 2 miliardi). D’accordo i sindacati ma anche il padronato. Anche perché, con il crollo dei consumi causato dall’austerità, i fallimenti di imprese sono saliti dall’inizio di quest’anno del 48%. […]

Molti paesi in crisi della zona euro sperano adesso che anche l’imminente assemblea generale dell’Fmi a Washington spinga per un allentamento del rigore. In particolare la Spagna è pronta a chiedere al Fondo, che già ha criticato l’austerità della zona euro, di adoperarsi per far cambiare rotta all’Europa. […] (manifesto)



   

 

 

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