La Turchia minaccia l’Eni sulle esplorazioni di gas a Cipro

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27 mar – Turchia off limits per l’Eni: il governo di Ankara ha deciso di sospendere tutti i progetti del gruppo petrolifero, a causa del suo impegno a Cipro. Ma l’ad Paolo Scaroni, pur dispiaciuto, tira dritto e assicura che l’esplorazione nell’offshore dell’isola, da poco conquistata, andra’ avanti: ”l’Eni non ha alcuna intenzione di fare uno stop a Cipro”, ha spiegato Scaroni, dicendosi ”dispiaciuto ma fiducioso in un punto d’accordo nell’interesse di entrambi”.

La pietra e’ stata scagliata dal ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, che ha annunciato la decisione del governo di sospendere i progetti avviati con l’Eni a causa della partecipazione del gruppo petrolifero italiano al programma di esplorazione dei giacimenti di gas al largo delle coste di Cipro, che Ankara contesta in una disputa sulle acque territoriali.

L’oggetto del contendere e’ l’accordo firmato a gennaio con il governo di Nicosia per l’esplorazione e lo sfruttamento di tre zone del giacimento di gas al largo delle coste dell’isola in consorzio con il gruppo coreano Kogas. La Turchia, che occupa militarmente dal 1974 la parte Nord di Cipro, dove e’ stata proclamata una repubblica riconosciuta solo da Ankara, contesta al governo di Nicosia il diritto di gestire autonomamente le risorse energetiche al largo dell’isola e ha minacciato piu’ volte di sospendere ogni collaborazione con i gruppi petroliferi internazionali che concludano accordi con il governo cipriota.
Dalle minacce, adesso, Ankara e’ passata ai fatti e promette di complicare l’attivita’ del gruppo petrolifero, che pero’, come ha spiegato Scaroni, non e’ di grande rilievo. A parte il Blue Stream, attraverso il quale l’Eni commercializza in Turchia il gas russo, l’altro grande progetto, l’oleodotto Samsung-Ceyhan destinato a trasportare il petrolio del Mar Nero e del Mar Caspio, e’ ”dormiente”. ”Il progetto – ha infatti sottolineato Scaroni – decollera’ soltanto se si renderanno piu’ costosi e contingentati gli attraversamenti del Bosforo”.
Per quanto riguarda invece il South Stream, il cui tracciato prevede il passaggio in acque turche, Scaroni ha ricordato che non e’ l’Eni il capofila del progetto, che e’ invece guidato da Gazprom. In ogni caso Scaroni si e’ augurato che ”i rapporti con la Turchia tornino buoni come sono sempre stati e si rimettano in carreggiata”.

Quanto a Cipro, l’Eni proseguira’ dunque con le operazioni di ricerca: per la societa’ americana Noble Energy le riserve ammontano a circa circa 230 miliardi di metri cubi, per un valore di 100 miliardi di euro. Tuttavia, ha assicurato l’ad del gruppo italiano, ”i destini dell’Eni” non dipendono dall’isola: ”Si tratta di una delle tante attivita’ che svolgiamo, speriamo dia dei risultati”, ha concluso. (ANSAmed).



   

 

 

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