Monte Paschi, respinto il ricorso contro i Monti-bond

mps25 mar – Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dal Codacons per chiedere in via cautelare di stoppare l’emissione dei Monti-bond a favore di Mps, per un ammontare pari a 4 miliardi.

Il 21 febbraio scorso il Tar del Lazio aveva respinto il ricorso del Codacons che chiedeva di annullare la delibera della Banca d’Italia al prestito da 3,9 miliardi di euro verso Mps. L’associazione dei consumatori, il 27 febbraio, aveva presentato appello al Consiglio di Stato e la sesta sezione di Palazzo Spada il 22 marzo ha emesso l’ordinanza – resa nota oggi – con cui rigetta l’istanza.

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Nell’ordinanza, il Consiglio di Stato sottolinea tra l’altro un difetto di legittimità del ricorrente, ossia del Codacons. “Non appare destituita di fondamento l’eccezione di carenza di legittimazione attiva in capo agli originari ricorrenti e odierni appellanti”, si legge infatti nel documento. Questo perché “il ricorso – spiegano i giudici – si definisce anzitutto” “come proposto a tutela dei ‘cittadini’ e ‘contribuenti'”.

Ma “così, esso manifesta il carattere sostanziale di un’inammissibile azione popolare, perché non è nei soggetti qui ricorrenti ravvisabile una posizione differenziata, necessaria – secondo le regole generali del processo amministrativo – per potere distinguere la loro posizione al fine di agire in giudizio”. Al contrario, essi “si presentano come portatori di un interesse (tutela dei cittadini e contribuenti da un paventato, futuro, danno erariale), che è un interesse di mero fatto, privo di azione in questa sede”, perché rispetto ai Monti-bond, non si possono configurare, “situazioni giuridiche in questa sede tutelabili rispetto ai soggetti coinvolti nell’operazione di ricapitalizzazione in oggetto”.

Inoltre, sempre secondo il Consiglio di Stato, il ricorso non rientra nell’ambito specifico di legittimazione definito dal Codice del consumo, le cui relative normative “escludono espressamente dal rispettivo ambito di applicazione i servizi finanziari”, ivi inclusi i servizi bancari e del settore del credito.



   

 

 

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