La decrescita infelice

poverin

14 mar – Maurizio Pallante è un laureato in lettere che si spaccia per esperto di tecnologie ambientali. Tiene conferenze in giro per l’Italia e pubblica libri sugli aspetti della decrescita, cosi come teorizzata dal suo fondatore Serge Latouche: un professore di economia dell’Università Parigi-Sud. Tale teoria, dietro un’apparente intenzione di eliminare la sperequazione economica e sociale e promuovere un livello di benessere maggiore, in realtà nasconde la volontà di ridurre la popolazione mondiale. Favorendo così il disegno oligarchico che viene promosso a livelli ben più alti di Pallante: basti pensare alla frode del riscaldamento globale di Al Gore o alle campagne ambientaliste del principe Carlo d’Inghilterra.

Pallante fa parte di quella cricca radical-ambientalista lanciata mediaticamente da Beppe Grillo, di cui un altro esponente è Stefano Montanari, un farmacista che durante le sue conferenze va dicendo che l’essere umano è “l’animale più stupido in natura” (conferenza a Fermo – 20 Ottobre 2008).

È stupefacente che l’ennesimo presunto leader, intellettuale, politico o come lo si voglia definire cada nella trappola dell’ambientalismo radicale, senza essere consapevole (davvero?) di cosa l’ecologismo così proposto porti realmente all’umanità intera. L’applicazione di tale teoria della decrescita non può permettere il sostentamento e lo sviluppo dell’attuale popolazione mondiale. Favorendo così la fame, le malattie, la morte e il sottosviluppo di miliardi di persone su questa terra.

Già in passato Movisol – Movimento Internazionale per i Diritti Civili – si è speso per denunciare le contraddizioni di tale imbroglio, che possono essere svelate solo attraverso un’analisi in termini storici del movimento ambientalista dalla sua nascita ad oggi e avendo uno sguardo globale sullo sviluppo di tutto il genere umano.

Il caso ha voluto che una di queste conferenze di Pallante si sia tenuta ad Ascoli Piceno, lo scorso 20 Aprile, organizzata dal gruppo locale di Legambiente, la più diffusa associazione ambientalista in Italia. Il caso ha anche voluto che un ristretto gruppo di Movisol fosse presente a tale incontro.

Durante la sua conferenza, alla quale erano presenti circa una cinquantina di persone, Pallante ha esposto le teorie della decrescita elogiando l’autoproduzione e sciorinando una serie di numeri (falsi) in modo da sedurre abilmente la platea. Verso la fine poi ha lanciato in modo quasi subliminale i messaggi che sono alla base della filosofia della decrescita, con frasi del tipo: “Non bisogna andare a rompere le scatole ai Paesi sottosviluppati”. Secondo Pallante la loro situazione economica e sociale si potrebbe risolvere con l’autoproduzione di cibo, a livello individuale. È chiaro che dove prendere acqua, suolo fertile e tecnologie per la coltivazione Pallante non lo spiega.

Altro messaggio è stato: “Qualcuno dice che la decrescita è un po’ come ritornare al passato. Che male c’è? Diciamolo“. Per poi dare, solo qualche minuto dopo, un esempio in palese contrasto con quanto aveva appena detto: raccontando come sua nonna aveva perso un certo numero di figli, a causa delle condizioni di vita all’interno delle società rurali agricole del passato.

Alle accuse di malthusianesimo mosse dai membri di Movisol durante il dibattito finale, Pallante ha subito reagito perdendo il controllo, dimostrando in primis la veridicità di tali accuse e in seconda istanza la mancanza di qualunque base razionale alle sue teorie.

Alle domande su come aiutare i Paesi in via di sviluppo con la teoria della decrescita, Pallante non ha fornito alcuna risposta. Un tema scottante proposto dai membri di Movisol è stata la scarsità di acqua nei Paesi in via di sviluppo. Alla domanda su come la decrescita pensava di affrontare tale problema, la risposta di Pallante è stata: “smettendo di mangiare carne nei Paesi più ricchi, poiché la produzione di carne consuma moltissima acqua”. “Ma come portare l’acqua risparmiata nei Paesi bisognosi?“, hanno ribattuto i membri di Movisol. L’illuminante risposta del “guru” ambientalista è stata: “In bicicletta. Con le orecchie!” , facendosi paonazzo dalla rabbia per aver dovuto gettare “la maschera”. Dimostrando inoltre la sua totale incompetenza nell’affrontare i veri problemi che affligono l’umanità e il disegno malthusiano dietro la decrescita.

Altro tema portato all’attenzione della sala dai membri di Movisol e’ stato quello energetico ed in particolare del nucleare, dove Pallante ancora impreparato non ha saputo replicare ai veri costi e ai veri benefici del nucleare. Riguardo la realizzazione di un impianto di produzione di energia, i costi del nucleare sono 4-5 volte più bassi del solare, in proporzione ai KWh prodotti. Senza accennare poi ai benefici in termini scientifici, di ricerca, di indotto, di sviluppo tecnologico e culturale. Il nucleare va ben oltre il “riscaldare un po’ d’acqua” come Grillo e la sua cricca (che parlano molto per slogan ad effetto in modo da impressionare il “popolino”, ma si dimostrano ignoranti sulla verità scientifica dei fatti) vogliono far credere. Le potenze generate dall’energia nucleare e, come LaRouche sostiene la densità di flusso energetico, non hanno uguali allo stato attuale ed un impegno nello sviluppo del nucleare apre anche la strada alla ricerca di alternative migliori (tipo la fusione).

Dove Pallante ha gettato la spugna è stato sullo scandalo del Global Warming. Una rappresentante di Movisol ha spiegato in modo semplice e chiaro gli ultimi dati scientifici, relativi alle misure della temperatura negli strati alti dell’atmosfera: misure in palese contraddizione con la teoria dell’effetto serra e della nocività del CO2. Pallante ha dovuto ascoltare anche, oramai in religioso silenzio, la spiegazione concernente gli effetti del sole sul clima e il fatto che la terra negli ultimi anni si sta effettivamente raffreddando. Per cui se un rischio ci fosse, sarebbe quello del raffreddamento eccessivo e non viceversa (in termini di produzione agricola e consumi energetici ad esempio). Pallante non ha saputo spiegare perché la causa del (presunto) cambiamento climatico fosse di natura antropogenica.

Durante il dibattito, diverse altre persone hanno espresso dubbi sulla fattibilità di molte “proposte” della decrescita: come attuare l’autoproduzione nelle città? Nelle metropoli? Come distribuire la terra per le coltivazioni? A smentire Pallante è intervenuta anche una dottoressa in agraria che da anni lavora nell’ambito dell’agricoltura, affermando che la stragrande maggioranza dell’inquinamento ambientale in campo agricolo proviene dai piccoli produttori. Questi ultimi non sono controllabili, ha sostenuto l’esperta in materia, mentre per le grandi aziende agricole l’utilizzo di sostanze chimiche per ragioni economiche e di legge è molto più limitato, in proporzione. Altro punto portato alla luce ha riguardato l’enorme quantità di prodotti chimici riversata nell’ambiente a causa della produzione dei cibi per animali.

Pallante, a detta di molti, anche simpatizzanti con le teorie ambientaliste, non ha convinto nessuno, è caduto spesso in contraddizione e ha dimostrato solo un carattere arrogante e poca competenza. Diverse persone dopo l’incontro hanno contattato i membri di Movisol, chiedendo spiegazioni, documenti ed un incontro per avere ulteriori chiarimenti. Cosa notevole è che questi inviti siano venuti proprio da chi fino a ieri si schierava dalla parte di Pallante.

Un progetto politico che miri a modificare la cultura delle persone, le abitudini e gli stili di vita non può e non deve prescindere dal tenere in considerazione l’umanità nella sua interezza. Il rischio è di creare ideologie utopiche disumane. Francamente il secolo scorso ce ne ha regalate troppe. Ne abbiamo abbastanza.

Andrea Pomozzi
Movimento Internazionale per i Diritti Civili – Solidarietà – 23 aprile 2009



   

 

 

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