India, Corte suprema: L’ambasciatore italiano non lasci il Paese

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New Delhi, 14 mar. – Il braccio di ferro tra Italia e India si fa sempre piu’ impegnativo: la Corte Suprema di New Delhi, ha invitato l’ambasciatore italiano, Daniele Mancini, a non lasciare il Paese. Il giudice ha chiesto al diplomatico di non lasciare il Paese fino a nuovo ordine; e ha anche invitato il governo italiano (e dunque l’ambasciatore) a dare una spiegazione sui fatti entro il 18 marzo. Nelle ultime ore si erano susseguite le voci sulle azioni che il governo indiano aveva intenzione di intraprendere, ed era circolata l’ipotesi non solo dell’espulsione del diplomatico italiano, ma anche di non riconoscergli l’immunita’ diplomatica.

Proprio a proposito dell’immunita’ diplomatica di Mancini, secondo la stampa locale, ci sono opinioni diverse in seno al governo indiano; giovedi’ il ministro degli Esteri, Salman Kurshid ha incontrato il premier, Manmohan Singh, nella sua residenza per discutere della questione. Era stato il Procuratore Generale G E Vahanvati a portare la questione dinanzi ai giudici – il Chief Justice, Altamas Kabir, insieme ai colleghi, AR Dave e Vikramajit Sen – sostenendo che, il mancato ritorno dei maro’, era stata “una violazione dell’impegno assunto dinanzi all’Alta Corte” e rilevando “che il governo e’ estremamente preoccupato”. Anche il leader del partito d’opposizione, Janata Patry, Subramanian Swamy, aveva chiesto un’azione contro l’ambasciatore italiano per oltraggio alla Corte.

La decisione e’ definita “storica” dalla stampa indiana che segue con grande rilievo la vicenda dei due maro’, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, a cui i giudici avevano concesso di rimpatriare per il voto, dopo che l’ambasciatore Mancini aveva assicurato che sarebbero tornati indietro, e che invece sono rimasti in Italia. (AGI) .



   

 

 

2 Commenti per “India, Corte suprema: L’ambasciatore italiano non lasci il Paese”

  1. Se li erano presi con l’inganno. Ora stiamo pari. Che vogliono ?
    Gli serve un capro espiatorio da dare in pasto alla folla, ma i due marò sono innocenti (la perizia balistica indiana descrisse il calibro dei proiettili che hanno ucciso i pescatori, e risulta essere un calibro NON in dotazione ai marò…dunque…)
    Non permetteremo che due innocenti siano sacrificati per una sete bruta di vendetta che non si interessa se chi gli è capitato (con l’inganno) sotto le grinfie sia innocente o no, a loro basta condannarli (magari a morte) per far felice la loro folla pronta al linciaggio, ma non a ragionare, e non disposta a un esame obiettivo dei fatti.
    Secondo me.

  2. Mandiamogli Terzi al posto dell’ ambasciatore.

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