8 marzo. Lettera aperta di ex dipendenti del Comune di Imola

8 marzo un anno fa

8marzoSiamo un gruppo di ex dipendenti del Comune di Imola che ora lavorano in BeniComuni srl. Per noi è stato un anno molto intenso di tensioni lavorative e quando ci è giunta la comunicazione (mail) dell’Assessora Donatella Mungo con le iniziative per l’8 marzo ci è venuto naturale pensare al nostro 8 marzo (e lo abbiamo fatto anche coi nostri colleghi maschi).

Il programma di iniziative è su grandi temi che tutti condividiamo pienamente, quest’anno, come gli altri anni, è stata scelta la strada della cultura per divulgare, promuovere e fare consapevolezza sulle problematiche di genere sempre più pregnanti e purtroppo evidenti in questa società “in”civile, ma ci siamo chieste: perché nella ns. piccola Imola non si è data informazione sufficiente ed oggettiva di come è cambiata la ns. vita in questo anno? La vita di tutti i giorni costituisce la somma per le grandi problematiche, ma se non partiamo dal ns. piccolo non arriveremo a smuovere il grande; e quanto è importante l’informazione corretta per le relazioni all’interno della società !

Noi non abbiamo perso il lavoro, vero, ma tutti noi abbiamo superato selezioni per essere assunti che oggi pare non abbiano più alcun valore. Selezioni a cui noi avevamo dato valore perchè altrimenti non ci saremmo impegnati per superarle.

Il lavoro è stato organizzato con un’articolazione di orario che ci impegna 4 pomeriggi (e questo comunicatoci il 28 febbraio per l’ 1 marzo), non importa se in famiglia ci sono anziani che non possono stare soli, se si dovevano accompagnare i piccoli in qualche scuola, se c’erano attività già iniziate che non è più possibile continuare, se si dovevano programmare iscrizioni scolastiche per cui era necessario organizzarsi in base agli impegni lavorativi. Queste sono le attività che quotidianamente impegnano tutte le donne,lavoratrici e madri, che l’Assessora alle “Pari Opportunità” dovrebbe avere cura di agevolare almeno nell’ambito dei dipendenti di sua competenza.

Stare vicino alle persone con le parole giuste delle grande occasioni forse è più facile che accompagnarle nella normale quotidianità, sicuramente siamo in un mondo in cui è l’evento che crea attenzione, ma non è proprio questo che vogliamo cambiare?

Nell’arco di questo anno abbiamo fatto una battaglia politico-sindacale ed anche legale, ma quello che stiamo vedendo, per ora, non dà risposte positive, per noi e forse neppure per i cittadini…………….. ma questo spetta a loro giudicarlo; l’aver visto lontano un anno fa ci dà la serenità della consapevolezza.

Ora stiamo cercando di farci ascoltare perché non vengano cambiate le condizioni dei diritti reali che il ns. contratto di lavoro, invariato rispetto al precedente, prevede: per questo non ci rimane tanta energia per affrontare lotte più grandi. Per questo diciamo che era meglio l’8 marzo di un anno fa.



   

 

 

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