Interpol lancia un Programma globale sui Crimini Ambientali

interpol25 febbr – Per combattere la pesca illegale e i crimini associati l’Interpol lancia un Programma globale sui Crimini Ambientali, con il sostegno del Pew Charitable Trusts, il ministero norvegese degli Affari Esteri e l’Agenzia norvegese per la Cooperazione allo Sviluppo.

L’iniziativa, denominata ”Project Scale”, e’ stata presentata alla prima Conferenza internazionale sull’applicazione della normativa sulla pesca dell’Interpol, tenutasi presso il Segretariato Generale dell’Interpol a Lione e a cui partecipano i rappresentanti di oltre 55 Paesi membri, nonché esperti internazionali del settore pesca, dell’ intelligence ed esperti legali.

”La pesca illegale, non regolamentata e non dichiarata, costa all’economia mondiale fino a 23 miliardi di dollari l’anno, secondo uno studio pubblicato nel 2009 sulla rivista peer-reviewed PLoS One, e danneggia le comunita’ costiere, gli interessi dei pescatori rispettosi delle leggi e l’ambiente marino”.

L’Italia, secondo una relazione del Noaa (United States National Oceanographic and Atmospheric Administration) del gennaio scorso su mandato del Congresso, e’ nella lista delle dieci nazioni al mondo nelle quali nel 2011/2012 e’ stata praticata la pesca illegale non dichiarata e non regolamentata (Inn) e nelle quali sono state applicate misure inefficaci per prevenire la cattura di specie protette, ricorda l’Interpol. Gli Stati Uniti hanno dichiarato che inizieranno presto le consultazioni con ciascuno dei 10 Paesi: Colombia, Ecuador, Ghana, Italia, Messico, Panama, Repubblica di Corea, Spagna, Tanzania e Venezuela per incoraggiarli a intraprendere azioni per affrontare la pesca Inn.

Sempre il Nooa fa sapere che l’Italia (insieme a Colombia, Ecuador, Panama, Portogallo e Venezuela) nel biennio precedente ha affrontato i casi di pesca illegale precedentemente individuati, adottando o modificando leggi e regolamenti ad hoc e sanzionando, anche con misure forti, le navi da pesca irregolari.

”Il Progetto Scale e’ una naturale estensione degli sforzi dell’Interpol per la salvaguardia delle specie e degli habitat attraverso l’effettiva applicazione delle normative”, ha dichiarato David Higgins, responsabile del Programma di criminalita’ ambientale dell’Interpol. ansa

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