Gay, Corte di Strasburgo: si’ all’adozione di figli del partner

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19 feb.La Corte europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo ha condannato oggi l’Austria a risarcire i danni morali e le spese legali a due donne omosessuali conviventi a cui non era stato permesso di adottare congiuntamente i figli avuti da una delle compagne in una precedente relazione.

Secondo la Corte, si tratta di una discriminazione fondata sull’orientamento sessuale, visto che in Austria l’adozione congiunta dei figli di uno dei partner è invece consentita alle coppie eterosessuali non sposate. L’Austria dovrà pagare 10.000 euro ciascuna alle due ricorrenti, più le spese legali pari a 28.420,88 euro.

La sentenza, emessa dalla ‘Grande Chambre’, è definitiva, ma è stata adottata a maggioranza, con un parere di minoranza dissidente da parte di sette giudici su 17.
La Corte sottolinea, che applica la Convenzione europea dei diritti dell’uomo del Consiglio d’Europa (47 membri) e non ha niente a che vedere con l’Ue, ha sottolineato che la sentenza non significa che vi sia un obbligo per gli Stati membri di estendere alle coppie non sposate (gay o no) il diritto di adozione congiunta dei figli, ma solo di trattare allo stesso modo, riguardo al riconoscimento di questo diritto, le coppie eterosessuali e quelle omosessuali. La Francia, infatti, che non permette l’adozione congiunta dei figli nelle coppie non sposate, applica questo divieto senza discriminazioni in base dell’orientamento sessuale.


   

 

 

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