La Stampa: Anche il giornalino di Grillo pagato con fondi pubblici. Grillo smentisce

m5s19 febbr – Parla bene e razzola male Beppe Grillo. Da mesi infatti non fa che attaccare i giornali “colpevoli” di  ricevere fondi pubblici per rimanere in vita. Ma il comico, in realtà, ha usato pure lui quegli stessi fondi per pubblicare un “foglio” elettorale con simbolo del Movimento cinque stelle, programma e biografie dei candidati. A rivelarlo oggi è La Stampa.

A Torino sabato migliaia di persone che assistevano al comizio di Grillo hanno infatti ricevuto un giornale di 24 pagine a colori stampate su carta riciclata nato nel 2010 come pubblicazione del gruppo consiliare dei Cinque stelle, pagato con i fondi che la Regione assegna per le attività istituzionali.

In due anni e mezzo sono stati pubblicati sei numeri. Online si trovano i bilanci dei consiglieri grillini (l’ultimo è del 2011) nei quali ci sono le voci di spese per la stampa. Questo foglio però non è mai stato registrato al Tribunale né ha mai riportato il nome del direttore responsabile e il luogo dove viene stampato come previsto dalla legge, e in assenza di queste indicazioni potrebbe rientrare nella categoria del reato di “stampa clandestina”. libero

Sul blog di Beppe Grillo la risposta

“Su “La Stampa” cartacea di oggi è stato pubblicato un articolo contenente affermazioni gravi e inesatte. Nel pezzo di Giuseppe Salvaggiulo si insinua che la pubblicazione a scopo elettorale che nell’ultimo periodo è stata distribuita in tutto il Piemonte sia stata pagata con i fondi assegnati dalla Regione ai Gruppi consiliari: “E il giornale pagato con soldi pubblici diventa elettorale”. Tale affermazione è falsa: l’opuscolo in questione, come precisato telefonicamente all’autore, è stato interamente pagato con le donazioni raccolte. Poco conta che nell’articolo venga riportata virgolettata la nostra dichiarazione, se il titolo dice ben altro. Il M5S non sta utilizzando nemmeno un euro di denaro pubblico per finanziare la campagna elettorale (i partiti usano i milioni dei rimborsi elettorali). Per quanto attiene all’indicazione del Committente Responsabile, la stessa era assente solo nella prima edizione, stampata e diffusa al di fuori del periodo elettorale. Per scrupolo avevamo comunque provveduto ad apporre un timbro su tutte le copie; evidentemente qualcuna deve essere sfuggita e mescolata insieme alla seconda ristampa. Prova ne sia questo pdf. Come al solito i giornalisti “di regime” contano i peli del naso del M5S, sbagliando, mentre quando si tratta dei miliardi rubati, della commistione con le mafie, delle corruttele varie dei partiti tacciono. Li capisco, è una battaglia di sopravvivenza: se noi vinciamo, loro perdono il lavoro. Il “giornalista” dovrebbe studiare un po’: è noto a tutti che la stampa “non periodica” come il caso dell’opuscolo informativo che diffondiamo non necessita di un Direttore Responsabile, né di registrazione.”



   

 

 

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