Firenze; l’85% viaggia senza biglietto, quasi tutti immigrati

busFirenze, 15 febbraio 2013 –  STUDENTI ma soprattutto stranieri. Tanti. Su duecento passeggeri controllati, 170, ovvero l’85%, erano senza biglietto. Un’ondata di “portoghesi” sui bus Ataf? Sì. Ma è concentrata su certe linee. Le solite.
I verificatori dell’azienda di trasporto, accompagnati dagli agenti delle volanti della questura, coordinati da Domenico Balsamo, hanno preso di petto il problema che affligge in particolare gli autobus provenienti dalla Piana come il 29, il 30 e il 35.

QUOTIDIANAMENTE, i passeggeri “regolari” di queste linee si trovano a convivere con immigrati, in particolare rom, che la mattina presto si mettono in marcia verso il capoluogo. Oltre a essere sprovvisti di qualsiasi titolo di viaggio, capita anche che questi “abusivi” siano molesti e irrispettosi. Del vicino di posto così come dell’autista.

Così, facendo seguito alle numerose denunce, i poliziotti sono saliti a bordo dei bus in piazza Puccini, dove confluiscono tutte queste linee “calde”. Bingo. Identificazioni e sanzioni. In molti sono scesi dal bus con un verbale in mano. 45 euro. Ma pagheranno tutti? Probabilmente no.
Tra i soggetti sottoposti al controllo, se si esclude qualche giovanotto che ha fatto la cresta alla mamma sui soldi del biglietto per andare a scuola, molti sono senza fissa dimora che vivono nell’hinterland. Brozzi, l’Osmannoro, Quaracchi.

SULLA ROTTA di queste linee, c’è anche la mensa della Caritas, dove all’ora di pranzo confluiscono frotte di disperati bisognosi di un pasto caldo.
E pensare che anche per quel verbale che verrà notificato chissà dove, l’azienda di trasporto sostiene un costo, che s’aggira intorno ai 15 euro.
Un paradosso dunque: al mancato introito per il biglietto non incassato, s’aggiunge la spesa per notificare una contravvenzione che non verrà mai riscossa.
Ancora più grave se si pensa che la mattina successiva, sul 30, sul 35 o sul 29, sarà tutto di nuovo come prima.

EPPURE ci deve essere una soluzione affinché certi autobus non diventino carrozze cariche di disperazione ma anche di illegalità. All’ultimo convegno della Faisa-Cisal, svoltosi lo scorso dicembre all’Sms di Peretola, il segretario Americo Leoni ha lanciato una proposta: tornelli su ogni vettura e biglietto a un euro.
Pagare meno, ma pagare tutti, insomma.
In questo modo, salirebbe a bordo soltanto chi è in possesso del titolo di viaggio, un po’ come avviene per gli accessi alle metropolitane.
Secondo il sindacato, adeguare i mezzi costerebbe circa un milione e quattrocentomila euro. Soldi che verrebbero immediatamente recuperati dall’abbattimento dell’evasione a bordo.
Attualmente, è stimata in media tra il 15-20%. Si tratta di cifre importanti, considerato che gli introiti dalla vendita dei titoli di viaggio (compresi gli abbonamenti) ammontano a circa 32 milioni all’anno: sei milioni che potrebbero essere recuperati.

MA LA “DENSITÀ” di portoghesi su certe linee è sicuramente superiore alla media. Tragitti come quelli provenienti da Campi Bisenzio o San Donnino, diretti in centro o a Careggi, diventano off limits per i verificatori.
Serve appunto la polizia che, come l’altra mattina, affianchi i controllori in un lavoro che, senza le divise, diventa assai rischioso. Oppure i tornelli.

http://www.lanazione.it/firenze/cronaca/2013/02/15/845769-bigliettp-bus-portoghesi.shtml



   

 

 

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