Ricercatori shock: la pedofilia non è devianza, ma orientamento sessuale

bimbo2 febbr – La pedofilia è da sempre considerata, come altre forme di devianza sessuale, il frutto di disturbi psichici. Ma alcuni ricercatori credono, invece, che sia un orientamento sessuale intrinseco, come l’eterosessualità e l’omosessualità. A parlarne è il Los Angeles Times.

Secondo le stime, i pedofili sono tra l’uno e il cinque per cento degli uomini. Ma non tutti i pedofili molestano i bambini, come molti molestatori – secondo le ricerche – non sono pedofili: circa il 50% non è attratto sessualmente dai bambini, ma soffre spesso di disturbi della personalità, o ha subito violenze. Le vittime sono, in questo caso, membri della famiglia.

Ci sono pedofili che pensano ai bambini come partner, ci sono quelli che sono “persone perbene che combattono” contro i loro impulsi, ha dichiarato il dottor Fred Berlin, a capo del consultorio sui comportamenti sessuali del Johns Hopkins di Baltimora.

Alcune delle nuove teorie sulla pedofilia sono state formulate al Centro di Salute mentale e dipendenze di Toronto, in base alle osservazioni sulle persone ricoverate. Secondo i ricercatori di Toronto, la pedofilia ha radici biologiche. tmnews



   

 

 

3 Commenti per “Ricercatori shock: la pedofilia non è devianza, ma orientamento sessuale”

  1. la pedofilia è una deviazione esattamente come l’omosessualità.
    quello che la rende terribile è quello che fa subire ai bambini.
    penso che la castrazione fisica sia insufficiente perché non impedisce la molestia morale al bambino.
    …se poi esistono “persone per bene che sono geneticamente pedofile e combattono i loro impulsi”…. waw! che bella giustificazione!!

    • Pederastia
      Il termine pederastia (dal greco antico παις- pais/paida, “ragazzo”, e ἐραστής erastès, “amante”) indica una relazione, spesso erotica, stabilita tra una persona matura e un adolescente che avviene al di fuori dell’ambito familiare[1]. Attualmente si tende a differenziare il significato da quello di pedofilia[2][3][4][5].
      Tale definizione deriva soprattutto dalla cultura greca ma ha avuto diversi sviluppi spesso tumultuosi nei vari secoli:
      1.Nell’antica Grecia, il termine indicava l’attrazione o il rapporto fra un maschio adulto e un maschio adolescente. Poiché l’antica Grecia sviluppò una serie di convenzioni sociali e addirittura di riti per regolare tale rapporto, lo si considera generalmente un fenomeno storico e sociale a sé.
      2.Nel XVIII e buona parte del XIX secolo, la parola indicava anche e soprattutto, per imitazione in italiano dell’uso fatto nella lingua francese, l’atto della sodomia, e poteva apparire anche in espressioni oggi apparentemente incongrue come “pederastia su donne”.
      3.Nel XIX secolo la parola indica, oltre a quanto contenuto nel significato precedente, anche l’omosessualità maschile in tutte le sue forme, e “pederasta” diventa sinonimo di “omosessuale”. Il termine assunse presto una connotazione fortemente spregiativa, che stimolò la creazione di nuove parole più “neutrali” per definire l’omosessualità.
      4.Nel XX secolo, con il diffondersi di termini alternativi come appunto “omosessualità” o “uranismo”, la parola “pederastia” si riavvicinò in qualche modo al significato originario differenziandosi dall’attrazione verso bambine e bambini d’età precedente la pubertà mediante il termine “pedofili

      • 1.^ Un excursus storico con una spiegazione dei significati è reperibile presso il “Centro di documentazione su carcere, devianza e marginalità” [1]
        2.^ In ambito psichiatrico il DSM IV definisce pedofile solo quelle persone, aventi più di 16 anni, per le quali i bambini o le bambine pre-adolescenti costituiscono l’oggetto sessuale unico o preferenziale.
        3.^ Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità la pedofilia individua quelle persone che abbiano più di 16 o 17 anni che abbiano una persistente e prevalente attrazione sessuale per bambini pre-adolescenti che siano più giovani di loro di almeno 5 anni.
        4.^ La legge italiana persegue legalmente chi ha rapporti con minori di 14 anni perché si considera che questi non possano dare un consenso valido.
        5.^ La legge svizzera persegue penalmente chi abbia compiuto i 20 anni di età e abbia rapporti sessuali con una persona di età inferiore ai 16 anni, mentre si esclude il caso dell’atto sessuale tra due minori tra cui vi sia una differenza di età di meno di tre anni [2]

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