681 mln di euro per ”Attrattori culturali, naturali e turismo”

euro30 gen – Bruxelles corre in aiuto dell’Italia, stanziando 681 mln destinati ai beni culturali. I fondi arrivano dall’Europa e stavolta, ha assicurato il ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca, non torneranno indietro perche’ non ci sono progetti qualificati in grado di assorbirli e spenderli correttamente. Ossigeno per i bilanci asfittici dei ministeri che si occupano di custodire e valorizzare il patrimonio ambientale, artistico, archeologico e architettonico del Belpaese,.

Tempi certi, metodi nuovi e criteri piu’ snelli. Il Governo e le Regioni hanno messo a punto la revisione del Poin ”Attrattori culturali, naturali e turismo‘, l’unico dei 52 programmi operativi che lo scorso 31 dicembre non aveva raggiunto i target di spesa fissati con la perdita di 33,3 milioni di euro. Ora il programma vale 681 milioni, di cui 105 mln sono destinati al recupero di Pompei.

I tratti principali del programma sono stati illustrati dal ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, in una conferenza stampa a palazzo Chigi insieme al presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, della Regione Puglia Nichi Vendola, dal vice presidente della Regione Calabria, Antonella Stasi, e dall’assessore al Bilancio della Sicilia, Luca Bianchi. ”Una parte importante dello sviluppo del sud sta nella valorizzazione del patrimonio culturale – ha spiegato Barca – Il Poin fino ad ora non ha dato buoni risultati. Non aveva funzionato la cooperazione interistituzionale e tecnica e c’era stata una sopravvalutazione dei progetti”.

Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha spiegato che si tratta di ”un’operazione emblematica perche’ era emblematica la deriva con il rischio di perdere le risorse su una delle piu’ importanti fliere di ricchezza. Abbiamo riacchiappato con grande determinazione questi fondi. C’e’ una disattenzione generale, da parte della politica, sul rischio di dissipazione di questo patrimonio. Interventi robusti, di molti milioni di euro che intervengono in maniera strutturale. Abbiamo fatto un salvataggio difficile: non si tratta solo di fondi perche’ abbiamo salvato la faccia nei confronti dell’Europa”. asca

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