Il FMI si pente dell’austerità ma si giustifica come i nazisti a Norimberga

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11 genn – Ai processi di Norimberga, i funzionari del Terzo Reich tentarono di difendersi sostenendo di non aver capito, all’epoca, dove avrebbe condotto la politica razzista. Ma furono condannati per crimini contro l’umanità. Similmente, il FMI ha pubblicato oggi un rapporto che riguardo alla medicina–killer imposta dalla Troika a Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna e Italia sostiene di non aver capito dove essa avrebbe condotto.

La popolazione greca muore. Quella irlandese emigra in massa. Anche spagnoli e portoghesi emigrano, rovistano nelle pattumiere e nei loro paesi crolla la natalità. Sottolineando l’assurdità della situazione, un alto funzionario del ministero della Sanità portoghese si è appellato ai cittadini il 28 dicembre a non ammalarsi, perché rischierebbero di far fallire il sistema sanitario nazionale! Ora l’economista capo del FMI, Olivier Blanchard, assieme al collega Daniel Leigh, ha pubblicato un rapporto in cui si afferma che il Fondo ha sbagliato formulando, chiedendo e imponendo l’austerità alla Grecia, senza capire quali sarebbero stati i risultati. Il Washington Post del 4 gennaio l’ha definito un “mea culpa sommerso in un profondo pozzo di calcoli”.

Nell’elaborare il primo pacchetto di “salvataggio” nel 2010, gli economisti del FMI ritennero che la Grecia avrebbe potuto “tagliare profondamente la spesa pubblica e rapidamente tornare alla crescita economica e all’aumento dell’occupazione”. Invece, 30 mesi dopo, l’economia si contrae al ritmo annuale dell’8 per cento e il debito pubblico è salito al 175% del PIL.

“Le previsioni sottovalutarono significativamente l’aumento della disoccupazione e il declino nella domanda interna associati al consolidamento fiscale”, scrivono Blanchard e Leigh. Infatti, essi calcolarono – senza spiegare il perché – che per ogni punto di PIL tagliato dal bilancio si sarebbe verificato un calo del PIL dello 0,5%. Invece, “le circostanze dell’economia europea” hanno portato la contrazione almeno all’1,5%, producendo la “spirale del debito” che affligge la Grecia almeno dal 2010.

I tagli hanno provocato una catastrofe umanitaria in Grecia, ma ciononostante il direttore del FMI Christine Lagarde chiedeva ulteriori “correzioni” e tasse ad ogni stadio, lanciando invettive contro gli evasori. I cosiddetti memoranda hanno provocato l’emigrazione di massa, distrutto i diritti dei lavoratori con la scusa della produttività ma in realtà per pagare un debito impagabile. Sono probabilmente responsabili della morte precoce di migliaia di persone e minacciano la vita di milioni di cittadini in un paese di 10 milioni di abitanti.

I crimini che ora il FMI sostiene essere frutto del caso comprendono la riduzione dei salari dei dipendenti pubblici del 25-50%, la riduzione del salario minimo del 50% e la disoccupazione ufficiale al 26% (58% tra i giovani), non tenendo conto dell’emigrazione. Sono state aumentate le imposte senza riguardo per gli strati più poveri. Un litro di olio da riscaldamento costa più della benzina diesel. Si brucia legno per riscaldare le case, il che ha portato ad un aumento del 400% dell’inquinamento ad Atene.

Mentre i suicidi sono aumentati di almeno il 50%, si muore veramente a causa della distruzione del sistema sanitario, i cui fondi sono stati tagliati del 30%. Il governo non rimborsa le farmacie e i pazienti sono costretti a pagare in contanti, il che significa per molti rinunciare alle cure per i cuore, il cancro e ad altri medicinali costosi. In molti casi, le imprese farmaceutiche internazionali hanno sospeso le vendite alla Grecia. E nonostante il blocco delle assunzioni negli ultimi tre anni, il memorandum firmato a dicembre esige un’ulteriore riduzione del 10% nel numero dei medici.

Fonte Movisol

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