Le priorità politiche di Monti e Bersani ignorano i problemi degli italiani

9 genn – Se volessimo immaginare quale sarà l’Italia della “Terza Repubblica” potremmo fare riferimento ai primi provvedimenti che i tre principali leader dicono che assumeranno qualora dovessero diventare il nuovo capo del governo. Per Monti sarà “una legge elettorale seria”, perché “questa non è degna di un Paese come l’Italia”. Per Bersani “sarà assicurare che chi nasce qui figlio di immigrati è italiano”. Per Berlusconi “l’abolizione dell’Imu (Imposta Municipale Unica) al primo Consiglio dei ministri”.

Ebbene Monti e Bersani dimostrano di essere totalmente distanti dalla realtà che negli ultimi 12 mesi ha visto raddoppiare il numero degli italiani che soffrono la fame diventando 6,2 milioni, 47 mila famiglie costrette ad abbandonare la casa perché non hanno i soldi per pagare il mutuo, l’aumento del 23% dei disoccupati portando complessivamente al 37,5% gli inattivi sul totale della forza lavoro, 200 imprese che mediamente al giorno sono costrette a fallire paradossalmente perché creditrici, la crescita del debito pubblico di 153 miliardi e la riduzione del Pil del 2,4% nonostante il maggior gettito fiscale grazie al più alto livello di tassazione al mondo.

Ma anche volendo entrare nel merito delle priorità politiche, prima di scagliarsi contro questa legge elettorale che fu voluta da tutti i partiti nel 2006, che poi è stata denunciata da tutti i partiti ma che nessun partito ha voluto veramente cambiare, Monti dovrebbe prendere atto che se c’è un fatto del tutto “indegno” è la sua nomina a capo del governo senza alcuna legittimazione popolare il 16 novembre 2011 e la sua rivendicazione di continuare a governare l’Italia senza sottoporsi al responso degli italiani alle Elezioni del 24 febbraio.

In un’Italia dove la sovranità popolare è stata del tutto violata con un Parlamento di designati, un capo dello Stato designato dal Parlamento di designati, sappiamo anticipatamente che se Bersani non dovesse riuscire ad aggiudicarsi il premio di maggioranza, Monti continuerà a fare il primo ministro senza presentarsi alle Elezioni, mentre qualora dovesse assumere Bersani la guida del governo, Monti diventerà Presidente della Repubblica quasi fosse un premio di consolazione. Insomma Monti o come capo del governo o come capo dello Stato ce lo dobbiamo tenere, senza il consenso degli italiani. Caro Monti “questo non è degno di un Paese come l’Italia”!

Quanto a Bersani è del tutto evidente che la sua priorità non sono gli italiani che la politica criminale di Monti, da lui avallata, sta riducendo in povertà distruggendo l’economia reale e condannando a morte le imprese, bensì la crescita del consenso del Pd acquisendo il voto degli immigrati. Così come è del tutto arbitrario che nelle Primarie del Pdl sia consentito agli stranieri di votare, laddove la nostra Costituzione contempla il voto solo ai cittadini, è ugualmente un tradimento dell’interesse primario degli italiani considerare che la priorità di governo è favorire l’interesse degli stranieri.

Berlusconi è il solo leader che si occupa dei problemi reali degli italiani individuando nell’abolizione dell’Imu il primo provvedimento che assumerà nel caso in cui diventasse capo del governo. Va detto che fu lo stesso Berlusconi a introdurre l’Imu per la seconda casa il 23 marzo 2011, estesa anche alla prima casa da Monti il 6 dicembre 2011. Questo provvedimento andrebbe contestualizzato in una riforma autentica dello Sviluppo, dello Stato e della Società. Affermando che non solo è ingiusta la tassa sulla casa, ma è illegale tassare qualsiasi bene acquistato con denaro già tassato. Di fronte a una crisi strutturale della globalizzazione che sta trasformando l’Italia ricca in italiani poveri, dobbiamo avere il coraggio di scelte anche ardite ma che corrispondono al legittimo e doveroso sano amor proprio.

Magdi Cristiano Allam



   

 

 

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