Pizza for Israel

Di Michael Sfaradi – Tel Aviv 8 gennaio 2013

Una pizza fra amici per parlare di Israele e informazione davanti a qualche cosa di buono da mangiare, a prima vista poteva anche sembrare una scusa un po’ banale per passare qualche ora insieme, ma la risonanza che l’idea ha avuto nei vari gruppi pro Israele che esistono in Facebook ha fatto sì che una semplice idea di Massimo La Verde e Flaminia Sabatello  diventasse un evento che ora ha un nome: “Pizza for Israel”.

Sull’onda degli inviti fatti sulle pagine di Facebook anche in altre città si è pensato di replicare in contemporanea e anche altre persone hanno riorganizzato, con la stessa denominazione, eventi identici e in contemporanea anche a Milano, a Napoli e in Sardegna, con un’affluenza tale che la signora Luciana Stella, organizzatrice dell’evento meneghino, si è trovata nella spiacevole situazione di dover rifiutare le richieste di partecipazione per mancanza di spazio disponibile nel locale.

Nelle ultime ore si è aggiunta anche Udine la capitale del Nord Est che su iniziativa della dottoressa Rosj Domini, del Prof Elio Cabib, di Donata Pedrosa e degli amici dell’associazione amicizia Italia –Israele di Codroipo stanno organizzando, visto che il Friuli è terra di vini, una “Bicchierata for Israel”.

La voglia di sentirsi uniti contro il sempre più dilagante antisemitismo mascherato da antisionismo o da criticità nei confronti della politica dello stato di Israele, il desiderio di confronto e di denuncia sulla disinformazione che da anni mistifica le notizie che arrivano dal Medio Oriente e da Israele in particolare, si sta facendo sempre più importante al punto che anche una serata fra amici può diventare un momento di riflessione, comunione e, perché no, protesta.
Protesta contro quelle testate che a senso unico, e per motivi che sono ancora tutti da decifrare, demonizzano l’unica democrazia mediorientale, l’ultimo bastione di difesa della democrazia e del progresso civile contro l’avanzata sempre più tracotante di quell’Islam estremista che in alcun modo non può essere sdoganato nelle nazioni occidentali.

Ma Israele è una democrazia vera, compiuta e completa, una nazione fiera delle sue libertà e che è disposta a tutto pur non arrendersi sia davanti a chi la democrazia vorrebbe cancellarla per sempre da ogni nazione ancora civile sia davanti a coloro che sono ancora vittime del germe dell’antisemitismo.
A questo punto anche una pizza mangiata in allegria accompagnata da una Birra fresca o da una Cocacola, fra scherzi e risate, può diventare un momento importante, un momento in cui si sente il bisogno, ebrei e cristiani insieme, religiosi e laici, di destra o di sinistra, di riaffermare il principio di libertà e eguaglianza, principio che oggi più che mai non solo viene messo in discussione, ma è, inutile girarci intorno, fortemente minacciato.

Il pensiero dopo la buona riuscita di questo primo tentativo, le premesse ci sono tutte, e che eventi di questo tipo prendano sempre più piede e che coinvolgano parti sempre più importanti della società civile, una società che se vuole rimanere tale non può più permettersi il lusso di guardare dall’altra parte mentre una nazione leader fra le nazioni viene ingiustamente delegittimata e infamata.

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