Pannella condannato. Bertinotti scrive a Napolitano: “Facciamolo senatore a vita”

5 genn – Nel dicembre scorso, la sezione lavoro e previdenza della Corte di appello di Roma ha condannato Marco Pannella a pagare 250 mila euro in favore di una signora di 81 anni, Giuseppina Torelli, che dal 1982 al ’94 ha lavorato prima nel Partito Radicale e poi nel Gruppo Federalista Europeo, venendo retribuita come lavoratrice autonoma e, come da lei denunciato, spesso in nero.

Pannella condannato dalla Corte di appello di Roma, deve risarcire la collaboratrice

Fausto Bertinotti, sedicente difensore dei dirirtti dei lavoratori, decide quindi che è giunto il momento di premiarlo e, in un’accorata lettera a Napolitano, propone che Pannella diventi senatore a vita.

Ecco la lettera che Fausto Bertinotti ha inviato al presidente Napolitano.

Caro Presidente,
mi piacerebbe saper iniziare con la stessa intensità e leggerezza di Boris Vian. Ricorda? “In piena facoltà, egregio Presidente, le scrivo la presente che spero leggerà”. Ma non ho la drammaticità di chi interpreta il disertore, ne la nascosta sicurezza di chi sa che la missiva arriverà a destinazione per la forza dell’atto a cui si accompagna. Eppure, la preghiera che Le rivolgo vorrebbe averne l’intensità.

L’Italia ha perduto una personalità che l’ha interpretata nella sua anima più preziosa, scientifica, culturale e civile insieme, ha perso Rita Levi Montalcini. Era Senatrice della Repubblica, Senatrice a vita. Il nostro Senato ha, ora, un vuoto.
Ella, nel suo ultimo, solenne discorso di fine anno agli italiani, ha parlato di una delle tragedie del nostro paese, quella delle carceri: la vita inumana dei carcerati e delle persone che ne hanno cura; lo stato di intollerabile illegalità che le avvolge.

Non posso che fare fede all’autenticità della Sua denuncia, alla Sua partecipazione al dolore umano e alla denuncia della sistematica violenza che la Repubblica continua a perpetrare contro le persone e contro le sue stesse istituzioni.
Signor Presidente, mi lasci dire che non c’è alcuna innocenza invocabile a questo proposito. Siamo tutti colpevoli. Tutti tranne qualcuno.

Tra questi qualcuno c’è sicuramente Marco Pannella. Da tempo, Pannella mette in gioco il proprio corpo per salvare, con la vita delle persone in carcere, l’onore della Repubblica. Sarebbe di cattivo gusto parlare della vita di questo cittadino della Repubblica, Lei la conosce bene. Piuttosto vorrei rispettosamente chiederLe di fare quello che Ella può per concorrere, con la Sua autorità, all’impresa in cui Pannella è impegnato per salvare l’onore della Repubblica.

Ella non può, forse, risolvere il problema delle carceri, ma può dire, nella forma più solenne, che Marco Pannella interpreta il senso più profondo di questo impegno. Quel seggio vuoto, lasciato da Rita Levi Montalcini, Lei, signor Presidente, lo riempia di una grande passione civile, della testimonianza di una storia che parla la lingua di un futuro che tutti vorremmo abitare: nomini Marco Pannella Senatore a vita”.

Buon anno, Presidente.

Fausto Bertinotti



   

 

 

1 Commento per “Pannella condannato. Bertinotti scrive a Napolitano: “Facciamolo senatore a vita””

  1. Pannella ha fatto eleggere in parlamento cicciolina, facendo da apripista alle varie minetti, brambilla, carfagna,carlucci,bernini ecc. Che altro si può pretendere da un borghesaccio arrogante come Bertinotti, assiduo e impunito frequentatore dello yacht di Cecchi Gori, Valeria Marini & Company …. ? Ma che aspettano i rifondaroli ad andarlo a cercare ed a spedirlo a calci nel sedere con il suo degno compare Pannella a morir di fame in Africa (sul serio e non per finta come da anni fa il simulatore Pannella ! )

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