Parroco ucciso a Pistoia, forse una vendetta di nomadi Sinti

4 genn – Si stringe il cerchio delle indagini sull’omicidio di don Mario Del Becaro, il parroco 63enne ucciso a botte e soffocato la sera del 28 dicembre scorso, nella canonica della chiesa di San Bartolomeo a Tizzana (Pistoia).

Pistoia: Prete derubato e ucciso

La pista principale seguita dagli inquirenti e’ quella di una vendetta del clan famigliare del nomade di etnia Sinti, arrestato lo scorso 18 dicembre per tentata estorsione ai danni di don Mario. Il ragazzo ricattava da tempo il sacerdote e quella notte venne arrestato dai carabinieri mentre tentava di sfondare a calci la porta della canonica di Catena, l’altra parrocchia retta dal curato ucciso.

Il Sinti voleva dal prete 30mila euro. In questi giorni gli investigatori stanno passando al setaccio tutti i campi nomadi della Toscana, a partire da quello di Prato, dove risiedeva il giovane arrestato per estorsione. L’ipotesi e’ che don Mario sia rimasto vittima della rabbia dei famigliari del giovane nomade, che potrebbero aver organizzato una spedizione punitiva camuffata da rapina. L’auto del sacerdote, una Fiat Punto, e’ stata rubata dai malviventi la sera del delitto e non e’ stata ancora trovata.

Non si esclude neppure la pista della rapina finita male, fatta da balordi e marginali a cui il parroco dava saltuariamente ospitalita’. Un altro elemento importante per arrivare agli assassini e’ atteso a breve dagli esami eseguiti dai tecnici del Racis, il Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche: sul luogo del delitto sono stati trovati elementi ritenuti utili per le indagini. adnk



   

 

 

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