Ingroia contro Bersani: “Non risponde al mio appello, ha smarrito la strada”

30 dic. – Antonio Ingroia scioglie la riserva e si candida come premier alle elezioni politiche con una lista il cui simbolo e’ la scritta ‘Rivoluzione civile. Ingroia’ su sfondo arancione. “Da magistrato non avrei mai creduto di dovermi ritrovare qui per continuare la mia battaglia per la giustizia e la legalita’ in un ruolo diverso” ha spiegato Ingroia.

“Quando giurai la mia fedelta’ alla Costituzione pensavo di doverla servire solo nelle aule di giustizia. Ma non siamo in un Paese normale e in una situazione normale. Siamo in una emergenza democratica dovuta allo strapotere della criminalita’ organizzata e alla inadeguatezza della politica. E allora, come ho detto, io ci sto. E’ venuto il momento della responsabilita’ istituzionale e politica. Alla societa’ civile e alla buona politica dico ‘grazie’ perche hanno fatto un passo avanti”.

Ingroia ha poi presentato il suo simbolo, un tondo arancione che sfuma verso il basso per lasciare il posto alla scritta ‘Rivoluzione civile. Ingroia’ sotto cui si stagliano delle silhouette rosse di persona in piedi. “Ringrazio i partiti che hanno fatto un passo indietro e non hanno presentato il loro simbolo” ha detto l’ex pm, che e’ giunto alla conferenza stampa accompagnato da Leoluca Orlando e Luigi De Magistris.
Nella lista, ha annunciato, saranno candidati Franco La Torre, figlio di Pio, Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della pace, Gabriella Stramaccioni coordinatrice di Libera.
INGROIA SFIDA BERSANI, “HA SMARRITO LA STRADA”

“Caro Bersani, cosi’ non va”. Antonio Ingroia attacca il segretario Pd, colpevole a suo avviso di aver dimenticato la tradizione di Pio Latorre ed Enrico Berlinguer. “Chi ha alle spalle storie cosi’ importanti dovrebbe ricordarsi il valore della moralita’”.

Ingroia ha accusato il Pd di aver “smarrito la strada”. “Riteniamo di essere noi a rappresentare la coerenza con la storia della lotta alla mafia”. “Avevo giudicato Bersani serio e credibile, lo ritengo tutt’ora, ma gli chiedo di uscire dalle contraddizioni della sua linea politica. Gli avevo lanciato un appello pubblico, ma ha detto che non risponde agli appelli pubblici: io lo avevo anche cercato privatamente, c’e’ la mia chiamata sul suo cellulare privato, ma non ho ricevuto risposta. Eppure quando chiamavo Falcone e Borsellino rispondevano subito. Il silenzio di Bersani e’ inequivoco. Noi candidiamo il figlio di Pio La Torre”. Detto questo, “noi siamo sereni, siamo pronti a confrontarci, perche’ il Pd sposi la politica di autentica riforma e non di conservazione”. (AGI) .



   

 

 

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