Papa: matrimonio gay e’ attentato alla famiglia autentica e all’umanita’

21 dic – Nel suo discorso di fine anno alla Curia Romana, papa Benedetto XVI torna sui temi del matrimonio gay e della famiglia gia’ affrontati durante il Messaggio per la Giornata Mondiale per la Pace. E lo fa citando il saggio che il rabbino capo di Francia Gilles Bernheim ha presentato lo scorso ottobre al governo francese del socialista Francois Hollande per contestare, appunto, la decisione di legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

”Il Gran Rabbino di Francia, Gilles Bernheim, in un trattato accuratamente documentato e profondamente toccante, ha mostrato che l’attentato, al quale oggi ci troviamo esposti, all’autentica forma della famiglia, costituita da padre, madre e figlio, giunge ad una dimensione ancora piu’ profonda”, scrive Benedetto XVI. Per il papa, a essere in gioco non e’ solo la famiglia ma ”cio’ che in realta’ significa l’essere uomini”.

Benedetto XVI cita Simone de Beauvoir – ”Donna non si nasce, lo si diventa” – per contestare quella che lui chiama la ideologia del ”gender”, secondo cui il sesso ”non e’ piu’ un dato originario della natura che l’uomo deve accettare e riempire personalmente di senso, bensi’ un ruolo sociale del quale si decide autonomamente, mentre finora era la societa’ a decidervi”.

Si tratta di una ”rivoluzione antropologica” la cui ”profonda erroneita”’ porta l’uomo a negare ”di avere una natura precostituita dalla sua corporeita”’, quindi a pensare di poter creare da se’ la ”propria natura”. La distinzione fondamentale dell’uomo tra mschio e femmina diventa un qualcosa di creato dalla societa’: ”La manipolazione della natura, che oggi deploriamo per quanto riguarda l’ambiente, diventa qui la scelta di fondo dell’uomo nei confronti di se stesso. Esiste ormai solo l’uomo in astratto, che poi sceglie per se’ autonomamente qualcosa come sua natura”.

In base a questo ragionamento, secondo papa Ratzinger, ”non esiste … piu’ la famiglia come realta’ prestabilita dalla creazione” ne’ ”la prole” che diventa ”necessariamente un oggetto, a cui si ha diritto e che, come oggetto di un diritto, ci si puo’ procurare”.

”Dove la liberta’ del fare diventa liberta’ di farsi da se’ – conclude Benedetto XVI -, si giunge necessariamente a negare il Creatore stesso e con cio’, infine, anche l’uomo quale creatura di Dio, quale immagine di Dio viene avvilito nell’essenza del suo essere. Nella lotta per la famiglia e’ in gioco l’uomo stesso. E si rende evidente che la’ dove Dio viene negato, si dissolve anche la dignita’ dell’uomo. Chi difende Dio, difende l’uomo”. asca



   

 

 

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