Montezemolo e il pensiero unico in politica: né destra, né sinistra, solo Monti

29 nov – “Il futuro puo’ essere affrontato solo se a capo del Governo ci sarà una persona di credibilità, che abbia anche competenza, moralità e passione civile. Ecco perché guardiamo a una persona come Monti, ma attraverso una legittimazione che porti a un rinnovamento del Parlamento”. Lo ha dichiarato Luca Cordero di Montezemolo, a Napoli per un’iniziativa di Italia futura. E poi, rispondendo a una domanda sulla posizione del capo dell’attuale esecutivo aggiunge: “Monti in difficoltà? Non mi pare proprio. E’ in difficoltà chi mente al Paese”.

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“Non voglio più vedere l’amica, la fidanzata, l’amico personale in Parlamento. Non li porterei in una mia azienda. Non vogliamo più vedere – ha aggiunto – un rapporto tra forze politiche che sembra un derby all’ultimo sangue. Dobbiamo avere una visione comune“. “Anche il miglior pilota del mondo, con questa ‘macchina Italia’ così, lenta pesante non vincerebbe il campionato del mondo. Dobbiamo modernizzare Province, Camera, Senato, dobbiamo recuperare energie”, ha affermato.

Per Montezemolo “la terza Repubblica non puo’ pensare di avere per protagonisti coloro i quali hanno contribuito a portare il paese in queste condizioni”. “A chi è preoccupato da questa nostra iniziativa dico che fa bene ad esserlo”, ha aggiunto puntando il dito contro “gran parte della classe dirigente della politica italiana” che “non ha mai fatto assunzioni di responsabilità”. “I politici che hanno avuto grandi ruoli neglo ultimi vent’anni – ha spiegato Montezemolo – parlano come se fossero arrivati ieri da Marte, come se nulla fosse successo. La seconda Repubblica ci ha lasciato solo macerie e un paese che va ricostruito, eticamente, socialmente, economicamente e politicamente”.

Basta con questi steccati vecchi,per certi aspetti finti e che creano alibi, tra sinistra, destra e centro – ha aggiunto – Una scuola che funzioni, bambini che abbiamo un’istruzione, non sono di destra o di sinistra. Noi vogliamo un movimento che non sia di centro in senso statico, vecchio, ma che sia centrale sui problemi del paese, affrontandoli non in un’ottica di destra o sinistra”. “Un centro – ha concluso – che si faccia promotore di un forte cambiamento”.



   

 

 

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