Dopo i 100 mln di euro, arriva anche il sì dell’Italia per Palestina all’Onu

29 nov – Scrive il ministro Terzi su facebook

Cari amici di Facebook, in moltissimi hanno scritto sulla mia bacheca in questi ultimi giorni sollecitando innanzitutto il massimo impegno possibile a favore della pace per la risoluzione della crisi nella Striscia di Gaza.

Come sapete, tra qualche ora alle Nazioni Unite si voterà per un primo riconoscimento della Palestina. Scusatemi se sono stato “latitante” da Facebook nelle ultime ore, ma come immaginate sono state giornate convulse. Ci tengo però ad anticiparci che l’Italia ha deciso di dare il proprio sostegno alla Risoluzione che attribuisce alla Palestina lo status di Stato non membro Osservatore Permanente all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in occasione della votazione all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

La decisione è parte integrante dell’impegno del Governo italiano volto a rilanciare il Processo di Pace con l’obiettivo di “Due Stati”, quello Israeliano e quello Palestinese, che possano vivere fianco a fianco, in pace, sicurezza e mutuo riconoscimento. A questo fine, il Governo italiano si è adoperato in favore della ripresa del dialogo e del negoziato, moltiplicando le occasioni di incontro con le parti coinvolte nel conflitto Medio-Orientale, in particolare da parte del Presidente del Consiglio, ricevendo conferma della loro volontà di riavviare il negoziato di pace e giungere all’obiettivo dei due Stati.

Nell’anno trascorso, il Governo ha consolidato ulteriormente il rapporto già eccellente con Israele, dove il Presidente del Consiglio si è recato due volte negli ultimi mesi. Dopo essere stato in Israele in aprile, in occasione del primo viaggio in Medio Oriente, il Presidente Monti vi è tornato nuovamente lo scorso 25 ottobre, insieme al sottoscritto, per lo svolgimento del Terzo Vertice Intergovernativo, durante il quale sono stati firmati diversi importanti accordi di collaborazione bilaterale.

Ribadendo la centralità che per l’Italia e per l’UE ha il processo di pace, il Governo italiano ha anche in quell’occasione manifestato la convinzione che l’assetto finale si possa basare sul principio dei due Stati per due popoli, con lo Stato palestinese che sia patria del popolo palestinese, e lo Stato d’Israele come Stato ebraico, riconoscendone la più che legittima aspirazione quale patria del popolo ebraico.

Il Presidente del Consiglio ha altresì manifestato sostegno agli sforzi dell’Autorità Nazionale Palestinese e alla leadership moderata del Presidente Abbas e del Primo Ministro Fayyad per riavviare il negoziato di pace, contro ogni violenza ed a favore del dialogo come unica strada verso una soluzione duratura del conflitto.

Io stesso pochi giorni fa come sapete ho personalmente ricevuto in Farnesina il Ministro degli Esteri dell’ANP.

(Terzi: 100 mln di euro alla Palestina “nonostante le difficoltà di bilancio” ndr)

La decisione italiana di sostenere la Risoluzione che attribuisce alla Palestina lo status di Stato Osservatore Permanente alle Nazioni Unite, è un incoraggiamento a proseguire sulla strada del dialogo e *contro ogni estremismo*.Ovviamente la nascita di uno Stato di Palestina membro a pieno titolo dell’ONU potrà arrivare solo ed esclusivamente con il negoziato e l’intesa diretta tra le parti.

Il Presidente Monti ha telefonato al Presidente Mahmoud Abbas e al Primo Ministro Benjamin Netanyahu per spiegare le motivazioni della decisione italiana. Nel dare sostegno alla Risoluzione, l’Italia, in coordinamento con altri partner europei, ha in parallelo chiesto al Presidente Abbas di accettare il *riavvio immediato dei negoziati di pace senza precondizioni*.

A Netanyahu il Presidente, nel ribadire che questa decisione non implica nessun allontanamento dalla forte e tradizionale amicizia nei confronti di Israele, ha garantito il fermo impegno italiano ad evitare qualsiasi strumentalizzazione a danni di Israele. Grazie a tutti Voi per l’attenzione che avete dato alla mia pagina Facebook a soprattutto al mio lavoro, in questi importanti e delicati frangenti!

Giulio Terzi



   

 

 

4 Commenti per “Dopo i 100 mln di euro, arriva anche il sì dell’Italia per Palestina all’Onu”

  1. Una bella vergogna ma non potevamo usarli per le alluvioni e i terremoti che abbiamo avuto in Italia?Non potevamo bonificare ml’ILVA e fare felici 20000 (ventimila) tarantini?

  2. Hanno fatto gli amiconi per cuccarsi il lucroso contratto Aermacchi dall’aviazione israeliana; sono venuti in Israele in pellegrinaggio a cercare aiuto per l’ansimante high tech italiano dall’economia più sana dell’occidente.
    Poi vanno a New York e fanno combutta con chi da anni rifiuta persino di parlare al telefono con Israele. Altro che avvicinare la pace: rinnovato terrorismo appena il popolo si accorgerà che Abbas (scaduto da tre anni dal mandato, dittatore senza elezioni) non sarà in grado di dare niente, né soldi né lavoro né democrazia. Per i missili e il tritolo ci sono anche i 100 milioni di euro (!) tolti dalle bocche degli italiani. VERGOGNA!

    • E’ una vergogna tutta ITALIANA, il si e’ venuto da gente che non rappresenta l’ITALIA e gli Italiani veri, quelli sono e lo saranno sempre al fianco di ISRAELE e del suo POPOLO FIERO ed ORGOGLIOSO. Chi ha votato a favore del neo osservatore all’ONU e’ stato mandato da gente non votata dal “POPOLO SOVRANO” bensì da un solo soggetto: “l’ABBUSIVO del COLLE”.

  3. Bravo Terzi, Bravo Monti. Vi accaparrate il diritto di rappresentare gli italiani senza che nessuno vi abbia eletto. Fate dei passi nonostante il parlamento sia contrario, solo per far contento il manipolatore di questa legislatura: Bersani , che sta portando allo sfacelo questa povera Italia.
    Non contenti finanziate anche un pseudo stato con soldi che non ci sono , quando sapete perfettamente che questi soldi non verranno mai usati per la pace ma solo per la guerra. Questa e’ pura malafede e voltafaccia nei confronti del’unico paese democratico nel medio oriente.
    Sig. Terzi ti stimavo di piu’ quando facevi l’ambasciatore in Israele ed eri molto piu’ equilibrato, no posso dirlo piu’ oramai, evidentemente sedere alla poltrona di ministro ti ha fatto sentire di piu’ la sete del potere che non ti appartiene, perche stai li per nomina e non per elezione. Quindi non mi reppresentate e ricuso le vostre scelte.

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