Crisi, Napolitano: “Italia sulla strada giusta. Evitare passi falsi e indietro”

27 nov – Gli sforzi compiuti per affrontare la crisi hanno indirizzato l’Italia ”sul giusto binario”. Ora a pochi mesi dalla conclusione della legislatura ”si evitino passi falsi, passi indietro che rischierebbero di appannare la ripresa di fiducia nell’Italia, la ripresa di credibilità e dignità”. L’invito è del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della cerimonia di consegna delle Insegne di Cavaliere dell’Ordine ‘Al merito del Lavoro’, nominati il 2 giugno 2012.

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Il capo dello Stato ha ribadito come sia necessario ”un largo, responsabile sforzo per una costruttiva conclusione della legislatura. Abbiamo davanti alcune settimane dense di impegni in Parlamento”. E, anche in vista del confronto elettorale, Napolitano ha detto che è necessario ”misurarsi non su generiche invocazioni al superamento della crisi, ma su opzioni precise e praticabili, effettivamente sostenibili a livello nazionale e a livello dell’Unione”.

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Non bisogna comunque abbassare la guardia, perché ”l’Italia condivide con l’Europa fenomeni di recessione, che lambiscono perfino la Germania e di disoccupazione crescente.

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La preoccupazione per quei fenomeni e per il malessere sociale che ne deriva, in particolare in Italia, e quindi per i rischi cui è esposta la coesione sociale, deve essere al centro dell’attenzione delle istituzioni”.

Il cardine di un sistema democratico, osserva, “è rappresentato dal fatto che allo scadere del mandato tutti siamo sostituibili. Ed è questa, da parte mia, una serena e sincera prova di fiducia nelle istituzioni e nel Paese”.

Per Napolitano i tagli alla spesa pubblica sono inevitabili se non si vuole che l’Italia ”sia spinta di nuovo sull’orlo di una crisi disastrosa del debito sovrano”, ma i finanziamenti per la scuola, l’università, la ricerca e la cultura, sono ”prioritari”.

Si può discutere della distribuzione dei tagli ma, avverte Napolitano, “niente corporativismi”. “Bisogna predisporsi – conclude il capo dello Stato – a tutti i cambiamenti strutturali, istituzionali, comportamentali, necessari per garantire il più razionale, trasparente e sobrio uso delle risorse finanziarie pubbliche”.

Secondo Napolitano, bisogna ”evitare ovvietà e semplicismi, che non aiutano in alcun modo. Sappiamo benissimo che la riduzione del deficit e del debito, attraverso misure di sensibile diminuzione della spesa pubblica, ed essendo ancora nell’impossibilità di abbassare la pressione fiscale, produce effetti recessivi. Ma a scelte di quel genere non si può sfuggire, se non vogliamo che l’Italia sia spinta di nuovo sull’orlo di una crisi disastrosa”.



   

 

 

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