UE: nonostante la crisi, 100 miliardi in 7 anni per il clima

26 nov – In vista del nuovo accordo globale sul clima l’Ue si e’ impegnata a partecipare a una seconda fase del protocollo di Kyoto. Per far si’ che questa fase possa essere avviata nel 2013, nel quadro della conferenza di Doha “si dovra’ adottare una modifica ratificabile al protocollo”, segnala una nota della Commissione. Cio’ e’ “subordinato al raggiungimento di un accordo in merito a diversi aspetti irrisolti, tra cui la durata della seconda fase (l’Ue intende estenderla fino al 2020), la possibilita’ di riportare le emissioni in eccesso dalla prima e gli accordi che garantiscano l’applicazione immediata della modifica del primo gennaio 2013”.

Dai primi dati a disposizione emerge che “nonostante la crisi economica l’Ue e i suoi Stati membri hanno gia’ erogato 7,14 miliardi di euro nel quadro del loro impegno di finanziamento rapido”. Il pagamento residuo e’ previsto entro fine anno. Il 13 novembre i ministri delle finanze dell’Ue “hanno ribadito l’intenzione dell’Ue e dei suoi Stati membri di continuare a fornire finanziamenti in favore del clima anche dopo il 2012”.

L’Ue quindi “rinnova l’impegno su tutta la linea in favore dell’obiettivo di aumentare i finanziamenti per il clima a 100 miliardi di dollari all’anno entro il 2020 nel quadro di azioni significative di mitigazione e di un’attuazione trasparente da parte dei paesi in via di sviluppo”.

La conferenza di Doha offrira’ ai ministri “l’occasione di discutere e pianificare per la prima volta le attivita’ da realizzare nel quadro dei due filoni di lavoro della piattaforma di Durban”. Uno dei filoni prevede “l’avvio dei lavori per un nuovo accordo sul clima applicabile a tutti i paesi, che dovrebbe essere adottato entro il 2015 ed entrare in vigore nel 2020″. L’Ue e’ in favore di un accordo ambizioso e giuridicamente vincolante. […]

L’Unione auspica inoltre che “a Doha si compiano progressi in tema di ulteriori iniziative e partenariati per la cooperazione internazionale volte a ridurre ulteriormente le emissioni intervenendo su materie come l’efficienza energetica, le energie rinnovabili, le sovvenzioni per i combustibili fossili, la deforestazione e il degrado delle foreste, gli inquinanti atmosferici di breve durata e i gas fluorurati, rispetto alle quali la Commissione europea ha recentemente proposto un inasprimento della legislazione dell’Ue”. dire.it



   

 

 

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